Analisi dei dati comunali e riflessi sul mercato del lavoro locale
Nel Documento unico di programmazione 2027-2029 l'amministrazione comunale definisce «un dato molto positivo» il confronto occupazionale con il quinquennio precedente. I numeri però mostrano un quadro sfaccettato che richiede interpretazione cauta prima di cantare vittoria.
Tra il 2020 e l'inizio del 2025 la popolazione residente a Terni è passata da 107.165 a 106.272 persone (-893). Nel medesimo periodo gli occupati sono aumentati da 42.836 a 43.891, un incremento di 1.055 unità. Dall'altra parte, il numero di persone in cerca di occupazione segnalato dal Dup è sceso da 7.118 a 3.754.
«la diminuzione di chi cerca occupazione e l’aumento degli occupati. Rispetto al 2020, a inizio 2025, seppure la popolazione sia diminuita, ci sono oltre mille occupati in più (...) e chi cerca lavoro è quasi dimezzato»
Una prima lettura dei dati indicherebbe un miglioramento netto: più occupati e meno persone attive alla ricerca. Scendendo però nel dettaglio emergono elementi che complicano la narrativa positiva.
- Una parte consistente dell'aumento degli occupati riguarda cittadini stranieri: il Dup segnala che il numero di residenti occupati è cresciuto del 2,5%, mentre gli stranieri occupati hanno registrato un aumento del 12%.
- Se si sottrae l'incremento di circa 1.000 occupati dal calo complessivo di chi cerca lavoro (3.364 persone), rimangono circa 2.000 persone che non risultano aver trovato lavoro né risultano più registrate come in cerca di occupazione.
- Un report della Camera di commercio dell’Umbria, basato su dati Istat, segnala inoltre che 1.714 giovani under 39 hanno lasciato la provincia tra 2020 e 2025, con una perdita di «capitale umano» stimata in 33,9 milioni di euro.
Questi elementi suggeriscono che la contrazione delle persone in cerca di lavoro non sia spiegata esclusivamente da efficaci politiche occupazionali locali, ma anche da dinamiche demografiche e migratorie che riducono la platea degli attivi. Per i policy maker questo pone domande pratiche: a chi spettano le azioni più efficaci per contrastare l'esodo giovanile? Quali strumenti favoriscono l'inserimento stabile dei residenti che restano?
Per i cittadini le implicazioni sono concrete: la crescita degli occupati stranieri testimonia una trasformazione del mercato del lavoro locale; la perdita di giovani riduce prospettive di lungo periodo per imprese e servizi. Sul fronte dell'amministrazione comunale, il Dup offre elementi di valutazione ma richiede integrazioni statistiche e azioni mirate per distinguere risultati dovuti a politiche occupazionali da variazioni demografiche.
| Voce | 2020/2021 | 2025 |
|---|---|---|
| Popolazione residente | 107.165 | 106.272 |
| Occupati | 42.836 | 43.891 |
| Persone in cerca di lavoro | 7.118 | 3.754 |
In assenza di ulteriori dettagli statistici sul tasso di attività, sulle tipologie contrattuali e sui settori che hanno creato posti di lavoro, la lettura ufficiale rimane parziale. Il dialogo tra Comune, imprese locali, sindacati e istituzioni provinciali sarà cruciale per tradurre i numeri in politiche mirate a trattenere competenze e accompagnare chi è ancora fuori dal mercato del lavoro verso prospettive stabili.
Impatto per i ternani: chi cerca lavoro dovrebbe seguire con attenzione i bandi comunali e le iniziative formative; le imprese locali potrebbero trovare nell'inclusione degli stranieri una risposta rapida alla domanda di lavoro, ma la sfida resta favorire occupazioni di qualità e ridurre l'esodo dei giovani.