Un quadro demografico in peggioramento
La provincia di Teramo mostra segnali di fragilità che si consolidano nel tempo: perdita di residenti, forte invecchiamento della popolazione, meno nascite e redditi al di sotto delle medie regionale e nazionale. È il ritratto emerso dalla sintesi elaborata dallo SPI CGIL e dalla CGIL di Teramo, che ha combinato dati provenienti da Istat, Inps e dal Ministero dell'Economia e delle Finanze.
Tra il 2014 e il 2026 la provincia ha perso 10.322 residenti: si passa da 310.157 a 299.835. Il capoluogo registra un calo significativo attestandosi intorno ai 51.300 abitanti. Il fenomeno interessa in modo più marcato le aree interne e le fasce più giovani della popolazione.
Indicatori chiave e trend
"Gli over 65 rappresentano il 25,2% della popolazione; gli over 80 il 7,9%."
Il progressivo invecchiamento è evidente anche attraverso l'indice di vecchiaia: nel 2014 c'erano 189,6 ultrasessantacinquenni ogni cento giovani fino a 14 anni (contro i 148 della media italiana). Nel 2025 il rapporto sale a 250,5 anziani ogni cento giovani, ben oltre la media nazionale di 208.
| Voce | Anno | Valore |
|---|---|---|
| Residenti provincia | 2014 | 310.157 |
| Residenti provincia | 2026 | 299.835 |
| Over 65 | — | 25,2% |
| Over 80 | — | 7,9% |
| Nati | 2010 | 2.736 |
| Nati | 2024 | 1.744 |
Le nascite e la struttura familiare
La natalità si è ridotta drasticamente: dai 2.736 nati del 2010 si è passati ai 1.744 del 2024, con un tasso che scende dal 9,2‰ al 5,8‰. La differenza in termini assoluti è di 992 nascite in meno rispetto al 2010, una diminuzione superiore al 36%.
La composizione delle famiglie evolve: il nucleo medio conta 2,26 persone e le famiglie mono‑persona rappresentano il 35,3% del totale. Questi dati, uniti all'aumento degli anziani, indicano un incremento del rischio di isolamento e della domanda di servizi di assistenza, in particolare per la non autosufficienza.
Conseguenze pratiche per i cittadini
- Pressione crescente sui servizi socio‑sanitari: maggiore domanda di assistenza domiciliare, servizi per anziani e supporto alla non autosufficienza.
- Impatto sulla scuola e sul futuro occupazionale: meno giovani significa meno studenti e minore ricambio nel mercato del lavoro locale.
- Effetti economici: redditi medi inferiori alle medie regionali e nazionali, con possibili ripercussioni sui consumi e sulla tenuta delle attività locali.
L'analisi dello SPI e della CGIL di Teramo non contiene proposte programmatiche dettagliate ma evidenzia la necessità di interventi mirati per contenere l'isolamento degli anziani, sostenere le famiglie con figli e contrastare la perdita di residenti. Per la provincia si apre quindi una sfida che coinvolge istituzioni locali, servizi sanitari, parti sociali e comunità: definire risposte concrete per sostenere la tenuta sociale ed economica del territorio.
I dati presentati costituiscono un monito per le scelte amministrative e di programmazione: la combinazione tra invecchiamento, calo delle nascite e redditi più bassi richiede politiche integrate su servizi territoriali, welfare, sviluppo economico e attrattività per famiglie e giovani.