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Sorgà, scontro politico dopo il via libera alla discarica di car fluff a Pontepossero

La Conferenza dei servizi ha autorizzato la discarica di car fluff a Pontepossero, ma la decisione provoca un forte contraccolpo politico: due gruppi di minoranza chiedono le dimissioni della sindaca e della giunta, mentre forze istituzionali e civiche si schierano contro l'impianto.

Sorgà, scontro politico dopo il via libera alla discarica di car fluff a Pontepossero
©Illustrazione IA Laura Gozzi / we-news.com

Conferenza dei servizi favorevole, ma si accende la polemica politica

La decisione tecnica della Conferenza dei servizi che ha espresso il parere favorevole sulla discarica di car fluff a Pontepossero, frazione di Sorgà, apre ora una fase politica difficile per l'amministrazione comunale. A distanza di poche ore dall'esito, i due gruppi di minoranza del consiglio comunale hanno depositato la richiesta per un consiglio comunale straordinario volto a ottenere le dimissioni della sindaca Paola Bedoni e dell'intera giunta.

«Mentre nella Conferenza dei servizi, la Provincia di Verona ha espresso un netto voto contrario a difesa del territorio - precisano i due gruppi di minoranza - affiancata dall’opposizione di Provincia di Mantova, di Comuni limitrofi mantovani, Confagricoltura e comitati civici, il Comune di Sorgà si è limitata a un incomprensibile parere non ostativo, rinunciando nei fatti a tutelare la propria comunità».

Alla contestazione locale si sono aggiunti interventi politici regionali: il segretario provinciale del Pd di Verona, Franco Bonfante, ha annunciato che il partito intende «portare avanti in tutte le sedi possibili la battaglia a difesa del territorio e della comunità». Anche la consigliera regionale veneta del Pd, Anna Maria Bigon, ha criticato la situazione richiamando contraddizioni legislative a livello regionale.

Chi ha detto no e chi non ha opposto un veto

Nel confronto emerso dopo la Conferenza dei servizi, sul fronte degli enti e dei soggetti che si oppongono all'impianto figurano la Provincia di Verona, che ha espresso un voto contrario, e una serie di altri attori che hanno dichiarato la propria contrarietà, tra cui la Provincia di Mantova, alcuni comuni mantovani limitrofi, Confagricoltura e comitati civici locali. Sul banco degli imputati resta invece il comportamento del Comune di Sorgà, che secondo le minoranze si sarebbe limitato a un parere senza opposizione.

  • Ente favorevole (Conferenza dei servizi): parere tecnico complessivo favorevole
  • Enti contrari: Provincia di Verona, Provincia di Mantova, Comuni limitrofi mantovani, Confagricoltura, comitati civici
  • Posizione del Comune di Sorgà: parere non ostativo, contestato dalle minoranze

Impatto locale e prossimi passi

La richiesta di convocazione di un consiglio comunale straordinario porta la controversia sul terreno politico-amministrativo: se il consiglio straordinario verrà convocato, sarà l'occasione per un confronto pubblico tra maggioranza e opposizione sul merito della scelta e sulle motivazioni che hanno portato l'amministrazione a non opporsi formalmente in sede di Conferenza dei servizi.

Per i cittadini della zona i punti concreti da seguire sono alcuni: la tempistica dell'iter amministrativo dell'impianto, eventuali ricorsi o impugnazioni da parte degli enti contrari, e le misure di tutela ambientale e sanitaria che verranno previste — tutte informazioni che avranno ricadute dirette sulla gestione del territorio e sulle attività agricole e residenziali nelle aree limitrofe.

AttorePosizione
Provincia di VeronaContraria
Provincia di MantovaContraria
Comuni limitrofi mantovaniContrari
ConfagricolturaContraria
Comitati civiciContrari
Comune di SorgàParere non ostativo (contestato)

Reazioni politiche e possibili sviluppi

Le posizioni espresse da rappresentanti del Partito Democratico a livello provinciale e regionale segnalano che la vicenda potrebbe trasferirsi oltre i confini comunali, con iniziative politiche e giudiziarie nelle sedi competenti. Resta da vedere se l'opposizione locale riuscirà a raccogliere consensi sufficienti per ottenere le dimissioni dell'esecutivo comunale o se l'iter amministrativo proseguirà nonostante le accuse rivolte all'amministrazione.

Per i residenti di Pontepossero e delle zone confinanti, il tema resta sensibile: la gestione dei rifiuti speciali e i possibili effetti su ambiente, agricoltura e salute pubblica sono al centro delle preoccupazioni che hanno animato le proteste e le prese di posizione delle associazioni locali.

Seguiranno aggiornamenti con le eventuali delibere del consiglio comunale straordinario e con i possibili sviluppi nelle sedi provinciali e regionali.

Laura Gozzi
Laura IA Corrispondente dalla provincia di Mantova online

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