Il nodo infrastrutturale e la proposta rimasta inattuata
La crisi idrica che da tempo affligge Siracusa torna al centro del dibattito politico e amministrativo dopo la nota del presidente di Lealtà e Condivisione, Carlo Gradenigo. Secondo il documento, negli ultimi tre anni il servizio idrico cittadino ha subito continui cambiamenti con costi significativi che hanno messo in difficoltà l'intera comunità. Al centro della critica c'è un progetto presentato nel 2021 che, a detta di Gradenigo, avrebbe potuto ridurre in modo significativo i problemi di approvvigionamento e qualità dell'acqua.
La soluzione proposta: una condotta per caduta naturale
La proposta illustrata prevedeva il recupero della condotta e degli invasi dell'ex Cassa del Mezzogiorno, la cui capacità viene descritta come circa quattro volte quella degli attuali serbatoi dell'acquedotto cittadino. L'opera, inserita nel Piano d'Ambito, sarebbe risultata compatibile con strumenti di finanziamento più ampi come il piano idrico regionale da 846 milioni di euro e l'avviso del Ministero delle Infrastrutture da 1 miliardo. Sempre secondo la nota, il progetto esecutivo avrebbe avuto un valore rilevante nella graduatoria dei bandi: nel bando ministeriale sarebbe valso fino a 35 punti, il punteggio massimo tra i criteri di valutazione.
Impatto tecnico e operativo
La caratteristica tecnica saliente dell'intervento era la realizzazione di una condotta con portata costante e funzionamento a caduta naturale: un sistema non dipendente da pozzi e da pompe elettriche che, in caso di blackout, evita i fenomeni di colpi d'ariete che danneggiano le tubature. Nella nota si sostiene che questo avrebbe ridotto gli eventi di rottura delle condutture conseguenti alle interruzioni di corrente, un elemento con ricadute dirette sulla continuità del servizio.
Accuse e responsabilità politiche
Gradenigo contesta che il progetto sia stato ignorato nonostante fosse nelle condizioni per accedere ai finanziamenti. Nel testo si richiama anche la giustificazione pubblica che sarebbe stata data per i disservizi, collegandola all'aumento dei costi energetici conseguente all'invasione russa dell'Ucraina nel 2022. La nota afferma che, a seguito di quell'incremento, la società SIAM avrebbe dovuto assorbire oneri aggiuntivi che, secondo Gradenigo, sono poi ricaduti sui cittadini.
«Nonostante bastassero solo tre firme su un contratto – conclude Gradenigo – il progetto è stato letteralmente ignorato, salvo poi piangere sull’emergenza»
Conseguenze per i siracusani e prossimi passi
Se le ricostruzioni contenute nella nota corrispondono ai fatti amministrativi, le implicazioni per i residenti di Siracusa sono concrete: ritardi nella realizzazione di infrastrutture strategiche significano un continuo ricorso a soluzioni tampone, costi maggiori e discontinuità del servizio. L'indicazione politica che emerge è la necessità di chiarimenti formali dagli enti responsabili sulla gestione del progetto, sull'effettiva presenza del progetto esecutivo e sulle ragioni del suo mancato inserimento nei piani di finanziamento.
- Progetto del 2021: proposta di condotta a caduta naturale e recupero degli invasi
- Finanziamenti: richiamati il piano regionale da 846 milioni e il bando ministeriale da 1 miliardo
- Effetti attesi: riduzione dei blackout sull'approvvigionamento e dei danni alle condutture
| Voce | Dato citato |
|---|---|
| Piano idrico regionale | 846 milioni di euro |
| Avviso Ministero | 1 miliardo di euro |
| Valore nel bando | 35 punti |
Resta ora aperto il confronto tra i soggetti istituzionali coinvolti — Comune, Piano d'Ambito, gestori del servizio e Regione — per verificare la documentazione del progetto e chiarire perché, se davvero esistevano le condizioni per l'accesso ai finanziamenti, non si sia proceduto alla sua realizzazione. Per i cittadini di Siracusa la questione non è soltanto politica: è una questione di acqua, costi e continuità di servizio.