Operazione conclusa dalla Polizia di Stato
La Questura di Viterbo ha eseguito il rimpatrio verso il Pakistan di un cittadino di 32 anni, già detenuto in Italia. L'uomo, secondo quanto ricostruito dagli organi di polizia, risultava condannato anche per il reato di evasione ed era coinvolto in un cumulo di procedimenti penali relativi ad altri episodi contestati nella nostra provincia.
Le indagini hanno attribuito al 32enne una serie di episodi contro il patrimonio e, in parte, contro la persona, avvenuti in vari comuni del territorio bellunese nel corso del 2025. A seguito di quelle contestazioni, le autorità avevano disposto diversi provvedimenti amministrativi e di ordine pubblico nei suoi confronti, tra cui fogli di via obbligatori dai centri interessati e ordini di allontanamento dal territorio nazionale emessi dalla Questura di Belluno.
Il soggetto era stato arrestato e trasferito in carcere, ma durante un periodo di detenzione si era reso autore di un'evasione: la fuga sarebbe avvenuta calandosi dalla struttura con l'uso di lenzuola annodate. Successivamente il 32enne si era allontanato dall'Italia e si era trasferito in Polonia, dove le autorità locali lo hanno rintracciato. A seguito dell'emissione di un mandato di arresto europeo, è stato riportato in Italia per completare l'iter giudiziario.
Rimpatrio motivato dalla valutazione di pericolosità
Dalla valutazione svolta dall'Ufficio Immigrazione è emersa una pericolosità sociale tale da giustificare il rimpatrio. L'esecuzione del provvedimento è stata affidata agli operatori della Polizia di Stato, che hanno scortato l'uomo fino alla destinazione finale nel Paese d'origine.
- Impatto locale: la vicenda è connessa a reati commessi in vari comuni della provincia e agli interventi amministrativi adottati dalla Questura di Belluno.
- Procedure: il rimpatrio è scattato dopo le attività istruttorie dell'Ufficio Immigrazione della Questura di Viterbo e l'esecuzione con scorta della Polizia di Stato.
- Aspetti giudiziari: la vicenda ha coinvolto l'estradizione dall'estero e il completamento delle fasi del procedimento penale in Italia.
Per i cittadini interessati resta centrale la collaborazione con le forze dell'ordine e la segnalazione tempestiva di episodi sospetti: le misure amministrative come i fogli di via e gli ordini di allontanamento costituiscono strumenti previsti per la tutela dell'ordine pubblico nelle comunità locali.
| Fase | Luogo / Autorità | Annotazioni |
|---|---|---|
| Reati contestati | Comuni della provincia di Belluno | Furti e altri episodi contro il patrimonio e la persona (2025) |
| Provvedimenti amministrativi | Questura di Belluno | Fogli di via e ordini di allontanamento |
| Detenzione e evasione | Casa circondariale (Trieste) | Fuga dall'istituto attraverso lenzuola annodate |
| Rintraccio e mandato | Polonia / Autorità locali | Mandato di arresto europeo ed estradizione |
| Rimpatrio | Questura di Viterbo / Polizia di Stato | Trasferimento con scorta verso il Paese d'origine |
La vicenda ricorda come la cooperazione tra forze dell'ordine nazionali e internazionali sia spesso determinante per il recupero della certezza dell'azione penale e per la gestione di posizioni che coniugano profili giudiziari e di sicurezza pubblica. Le autorità hanno agito secondo quanto previsto dalle normative in materia di immigrazione e ordine pubblico, con misure che hanno interessato sia la fase penale sia quella amministrativa.
Per ulteriori sviluppi sul caso e per informazioni su come rivolgersi alle forze dell'ordine locali è possibile consultare i canali ufficiali della Questura di Belluno e dell'Ufficio Immigrazione competente.