Un drammatico calo in un anno: l'effetto sulle comunità bellunesi
La provincia di Belluno è fra le più colpite in Veneto dal processo di contrazione dell'artigianato: negli ultimi dodici mesi il territorio ha perso il 7,3% degli artigiani, pari a 405 professionisti in meno. È il dato che emerge dall'analisi dell'Ufficio studi della CGIA Mestre, che fotografa una tendenza pluriennale con conseguenze concrete per servizi e quotidianità.
Il calo regionale è stato altrettanto marcato: tra il 2015 e il 2025 il numero di artigiani veneti è diminuito del 26,5%, passando da 182.510 a 134.086 operatori, con una perdita complessiva di 48.424 addetti. In questo contesto, la contrazione registrata nella provincia di Belluno risulta particolarmente significativa, perché si sovrappone a fenomeni demografici e territoriali che aggravano l'accesso ai servizi nelle comunità di montagna.
Che cosa rischiano i cittadini
- Servizi di riparazione e manutenzione: tapparelle, impianti idraulici, antenne e piccoli interventi domestici sempre più difficili da trovare.
- Presidio del territorio: le botteghe artigiane rappresentano anche punti di socialità e competenza locale, la loro scomparsa impoverisce i paesi e le frazioni.
- Qualità della vita: con meno artigiani cresce la difficoltà per le famiglie e le imprese locali a mantenere beni e infrastrutture.
"La scomparsa progressiva dell'artigianato sta cambiando il volto dei nostri quartieri e delle nostre piazze, rendendoli più anonimi e impoverendo la qualità della vita delle comunità che li abitano."
L'Ufficio studi pone l'accento anche sulle cause: concorrenza aggressiva, costi crescenti, cambiamento della domanda e invecchiamento della popolazione artigiana. Per Belluno, con molte realtà montane e borghi, queste dinamiche si combinano con lo spopolamento e la difficoltà ad attrarre nuove attività.
Possibili vie d'azione e suggerimenti
Tra le proposte avanzate dallo studio c'è l'ipotesi che tecnologie come l'intelligenza artificiale possano sostenere e rilanciare il settore artigiano, ad esempio attraverso formazione digitale, miglioramento della visibilità online e ottimizzazione della gestione d'impresa. Sul territorio occorrono però misure concrete: incentivi per il ricambio generazionale, servizi di accompagnamento per la digitalizzazione delle botteghe e politiche locali che valorizzino la manifattura di qualità.
Per i cittadini significa anche ripensare alla tutela dei servizi essenziali: amministrazioni comunali e associazioni di categoria possono giocare un ruolo nel mettere in rete le competenze rimaste e nel promuovere l'accesso alle riparazioni e alle manutenzioni, specie nelle zone più isolate.
| Voce | Valore |
|---|---|
| Artigiani in Veneto (2025) | 134.086 |
| Perdita Veneto 2015-2025 | -26,5% (‑48.424) |
| Calo Belluno ultimo anno | -7,3% (‑405) |
Il quadro disegnato dalla CGIA segnala che la scomparsa delle botteghe non è solo un problema economico ma anche sociale e territoriale. Per la provincia di Belluno, dove molte comunità dipendono ancora da servizi locali di prossimità, la perdita di artigiani è un campanello d'allarme: richiede risposte coordinate tra istituzioni, associazioni e operatori per evitare che si accentui il declino di interi comparti e il progressivo indebolimento della rete dei servizi.
Nei prossimi mesi sarà importante monitorare l'evoluzione del fenomeno e valutare interventi mirati a preservare competenze e botteghe, garantendo così che la manutenzione quotidiana delle abitazioni e delle infrastrutture non diventi un lusso per pochi.