La Regione Piemonte ha assegnato risorse rivolte ai servizi per l'infanzia che interessano dieci Comuni della provincia di Asti. Si tratta di una quota parte dei 1,48 milioni di euro messi a disposizione con il contributo del Fondo Sociale Europeo per sostenere progetti volti a rendere gli asili nido comunali più flessibili e rispondenti alle esigenze quotidiane delle famiglie.
Obiettivi e interventi finanziabili
I finanziamenti possono essere impiegati per diverse misure pratiche, decise dagli enti locali in relazione alle necessità del territorio. Tra le possibilità previste dal bando rientrano, in particolare:
- prolungamento dell’orario settimanale;
- apertura al sabato mattina;
- garanzia del servizio durante le vacanze natalizie e altre pause didattiche, nei limiti previsti dal bando.
Per la provincia di Asti la somma complessiva destinata è di 231.357 euro, che dovrà essere suddivisa dai Comuni beneficiari in base ai progetti approvati.
Comuni astigiani beneficiari e importi
Di seguito i dieci Comuni dell'Astigiano indicati come destinatari dei finanziamenti e gli importi assegnati:
| Comune | Importo (€) |
|---|---|
| Tigliole | 41.860 |
| Monastero Bormida | 12.880 |
| Castelnuovo Don Bosco | 8.694 |
| Montegrosso d’Asti | 12.880 |
| Celle Enomondo | 7.245 |
| Monale | 20.930 |
| Cocconato | 12.558 |
| Castell’Alfero | 17.388 |
| San Damiano | 13.202 |
| Castagnole delle Lanze | 83.720 |
Perché conta per i territori
La misura, avviata per la prima volta nell'anno educativo 2021-2022, è pensata per agevolare la conciliazione tra tempi di lavoro e vita familiare e per rafforzare la presenza dei servizi per l'infanzia, in particolare nei centri più piccoli. Il mantenimento e il potenziamento dei nidi rappresentano un fattore rilevante per l'attrattività dei territori verso le giovani famiglie, e possono contribuire a contrastare il fenomeno dello spopolamento nelle comunità rurali.
«Chi ha figli piccoli sa bene quanto sia importante poter contare su un nido con orari capaci di adattarsi alle esigenze di ogni giorno - commenta l’assessore regionale all’Istruzione Daniela Cameroni - Per questo abbiamo scelto di investire 1,48 milioni di euro per permettere ai Comuni di tenere aperti i nidi più a lungo, senza chiedere alle famiglie di pagare di più.»
Dal punto di vista pratico, i Comuni che hanno ottenuto il finanziamento dovranno ora definire le modalità concrete di attuazione: saranno gli enti locali a stabilire quali misure attivare (es. apertura straordinaria o ampliamento orario) in base ai bisogni rilevati tra le famiglie del proprio territorio e ai vincoli previsti dal bando regionale.
Per le amministrazioni comunali più piccole, questi fondi possono rappresentare un'occasione per sostenere la permanenza del servizio nido e per renderlo più rispondente alle esigenze lavorative delle famiglie, senza aggravare la pressione sulle casse comunali o aumentare la spesa per le famiglie stesse.
Nei prossimi giorni i Comuni interessati comunicheranno ai cittadini i progetti approvati e le eventuali modifiche all'organizzazione dei servizi, con informazioni utili su orari, periodi di apertura straordinaria e modalità di accesso.