Un protocollo per un welfare territoriale e durevole
Si è svolta a Verona, nella Sala degli Arazzi di Palazzo Barbieri, la firma del Patto per il Welfare Manifatturiero Veronese, parte del progetto "W.I.P. – Welfare in Progress: modelli per le PMI Scaligere". L'iniziativa, presentata il 4 settembre, mette al centro la costruzione di una rete stabile tra imprese, istituzioni, università e organizzazioni del territorio per sviluppare forme di welfare partecipate e sostenibili.
La sottoscrizione ha visto la partecipazione di rappresentanti istituzionali e del mondo imprenditoriale: tra questi, l'assessore al Lavoro del Comune di Verona Michele Bertucco, il dottor Beniamino Caputo per la Direzione Lavoro della Regione del Veneto, i vertici di Confimi Apindustria Verona e Confimi Industria Veneto, sindaci e referenti universitari.
Obiettivi concreti e destinatari
Il Patto mira a superare un approccio frammentato al welfare aziendale, orientandosi verso soluzioni che diventino leve strategiche per il territorio. Tra gli obiettivi indicati vi sono:
- migliorare il benessere delle persone e la qualità del lavoro;
- aumentare l'attrattività delle imprese locali nella ricerca e nella fidelizzazione delle competenze;
- favorire innovazione organizzativa e competitività per le piccole e medie imprese manifatturiere;
- collegare istituzioni, università, formazione e Terzo settore in percorsi condivisi.
«La firma del Patto rappresenta sia il punto di arrivo della prima fase del progetto — dedicata alla costruzione della rete territoriale — sia, soprattutto, l’avvio di una collaborazione destinata a durare nel tempo», ha dichiarato l’assessore Michele Bertucco.
La Regione del Veneto ha finanziato il progetto e ha partecipato ai saluti istituzionali attraverso la Direzione Lavoro. All'atto hanno preso parte i firmatari legali e i rappresentanti delle organizzazioni coinvolte, tra cui il presidente Claudio Cioetto e il direttore Lorenzo Bossi di Confimi Apindustria Verona, nonché la presidente di Confimi Industria Veneto Maria Paola Carlesi.
Impatto atteso sul territorio veronese
Per le imprese manifatturiere della provincia l'accordo apre potenziali vie per affrontare criticità già note: difficoltà nel reperire e trattenere personale qualificato, invecchiamento della forza lavoro e necessità di percorsi formativi adeguati. Un welfare territoriale strutturato può tradursi in servizi condivisi, programmi di formazione con l'università e interventi di conciliazione lavoro-vita che migliorino l'impiego locale e la coesione sociale.
| Elemento | Attori coinvolti |
|---|---|
| Promozione e coordinamento | Comune di Verona, Servizio Politiche del Lavoro |
| Finanziamento | Regione del Veneto (Direzione Lavoro) |
| Associazioni imprese | Confimi Apindustria Verona, Confimi Industria Veneto |
La presenza di amministrazioni locali (sindaci e assessori di comuni limitrofi), dell'Università degli Studi di Verona e di rappresentanti del Terzo settore è pensata per rendere operativo il patto nelle diverse articolazioni del territorio scaligero.
Prossimi passi e ricadute pratiche
I firmatari hanno indicato che la sottoscrizione costituisce l'avvio di un percorso: la fase successiva dovrà tradurre il protocollo in azioni concrete, progetti pilota e servizi condivisi. Per le PMI veronesi questo potrebbe significare, ad esempio, l'accesso a strumenti per la formazione continua, interventi di welfare aziendale collettivo e collaborazioni con centri di ricerca e istituti di formazione.
Resta ora da monitorare definizione delle misure operative e tempi di attuazione: elementi che determineranno l'effettiva portata del Patto sul mercato del lavoro e sulla competitività delle imprese manifatturiere della provincia di Verona.