Formazione e ricambio generazionale per la vigilanza venatoria
Si è concluso il percorso formativo che ha portato alla qualifica di agente venatorio per 15 nuovi professionisti in Alto Adige. Il corso, organizzato dalla Scuola forestale Latemar dell'Agenzia Demanio provinciale in collaborazione con l'Associazione Cacciatori Alto Adige e l'Ufficio provinciale Gestione fauna selvatica, si è svolto da febbraio a settembre e ha visto la partecipazione complessiva di 19 iscritti.
L'11° edizione del corso intende rispondere a un bisogno pratico: il settore della vigilanza venatoria sta vivendo un evidente ricambio generazionale dovuto ai pensionamenti, rendendo necessario il rafforzamento degli organici per garantire continuità e competenze sul territorio.
“Non esiste professione più bella di quella dell’agente venatorio, perché il suo ufficio è la natura”,
questa la dichiarazione rivolta ai neodiplomati da Günther Rabensteiner, presidente dell'Associazione Cacciatori Alto Adige. I diplomi sono stati consegnati il 3 settembre dall'assessore provinciale alle Foreste Luis Walcher, che ha sottolineato l'importanza della Scuola forestale Latemar come polo di formazione su bosco, fauna e ambiente.
- Durata del corso: febbraio–settembre
- Partecipanti: 19
- Neodiplomati: 15
- Età dei nuovi agenti: tra i 20 e i 55 anni
I nuovi agenti provengono da diverse aree della provincia e da percorsi professionali differenti, ma condividono l'impegno a farsi carico di responsabilità relative alla fauna selvatica, alla tutela della natura e a un esercizio della caccia sostenibile. L'assessore Walcher ha ricordato che le circa 6.200 cacciatrici e cacciatori altoatesini svolgono un ruolo pratico nell'osservazione e nella cura degli ecosistemi locali.
Impatto pratico sul territorio
Il rafforzamento degli organici di vigilanza ha conseguenze immediate per la gestione della fauna e per la sicurezza nelle aree rurali e montane. Agenti venatori formati possono intervenire in attività di controllo faunistico, prevenzione dei danni alle colture e tutela delle specie protette, oltre a svolgere funzioni informative e di raccordo con le comunità locali e gli operatori venatori.
Per i cittadini questo significa:
- maggior presenza di figure competenti per segnalazioni legate alla fauna selvatica;
- più coordinamento nelle attività di gestione e intervento durante gli eventi con animali selvatici;
- potenziale miglioramento della sorveglianza in aree dove il turnover di personale aveva lasciato vuoti.
La scelta di investire nella formazione attraverso un percorso integrato tra istituzioni pubbliche e associazioni di categoria punta a mantenere continuità tecnica e conoscitiva sul territorio provinciale. La Scuola forestale Latemar resta il centro di riferimento per la trasmissione di competenze pratiche e teoriche necessarie a chi opera a contatto con gli ambienti naturali dell'Alto Adige.
Prospettive
Con l'inserimento dei nuovi agenti, l'amministrazione provinciale intende consolidare la capacità di gestione della fauna selvatica e sostenere pratiche di caccia responsabile. Resta centrale il monitoraggio del fabbisogno di personale per evitare carenze future all'interno della vigilanza venatoria, soprattutto in un contesto segnato da uscite per pensionamento e da esigenze sempre più complesse legate alla tutela ambientale.
| Voce | Dato |
|---|---|
| Edizione del corso | 11° |
| Periodo | Febbraio–Settembre |
| Iscritti | 19 |
| Diplomati | 15 |
| Età | 20–55 anni |
L'evento rinnova il legame tra formazione, gestione delle risorse naturali e partecipazione della cittadinanza interessata alle attività della montagna e delle campagne altoatesine.