Decisione eseguita dopo una serie di predazioni documentate
La Provincia autonoma di Bolzano ha disposto il prelievo tramite abbattimento di un secondo lupo sul territorio del comune di Marebbe. Il provvedimento, firmato dal presidente Arno Kompatscher il 28 agosto 2026, è stato eseguito nei giorni successivi da personale della vigilanza faunistica.
Nel decreto provinciale si fa riferimento a predazioni «documentate e confermate» registrate nelle settimane precedenti, che avrebbero portato alla morte di diversi capi di bestiame. Si tratta del secondo intervento autorizzato nella stessa area dopo il primo provvedimento del 2 luglio 2026.
- Località interessate: zone adiacenti a malga Fojedöra e malga Sennes.
- Tempistica: decreto firmato il 28 agosto 2026, esecuzione nei giorni successivi.
- Contesto normativo: richiamo alla direttiva europea Habitat (92/43/CEE) e alla legge provinciale 14/1987.
| Voce | Valore |
|---|---|
| Predazioni segnalate dopo il 2 luglio | 11 (9 pecore e 2 capre) |
| Numero di lupi autorizzabili dal piano annuale | 3 (sull'intero territorio provinciale, previo accertamento tecnico) |
La Provincia precisa che, nonostante le misure preventive già in atto — tra cui la presenza di due pastori con controllo quotidiano e il ricovero notturno di alcuni capi giovani — si sono comunque registrate ulteriori predazioni nelle aree indicate. La decisione provinciale è motivata dalla necessità di tutelare la zootecnia e prevenire rischi per la biodiversità o la sicurezza pubblica, valutazioni che il decreto colloca all'interno del piano annuale vigente.
Reazioni e contestazioni
La scelta ha provocato la netta contrapposizione delle associazioni animaliste. La Lav ha definito i decreti emanati quest'anno «evidentemente illegittimi», sostenendo che le decisioni presuppongono una riduzione dello stato di protezione della specie non ancora giustificata. In particolare, l'associazione contesta la legittimità delle autorizzazioni al prelievo nonostante il lupo resti una specie protetta in Italia.
"Entrambi i decreti emanati quest’anno dal Presidente Kompatscher sono evidentemente illegittimi, in quanto presuppongono l’abbassamento dello stato di protezione conferito ai lupi, sebbene questa specie sia ancora strettamente protetta in Italia"
Dal punto di vista pratico, la vicenda riapre il dibattito sulle strategie di convivenza tra allevatori e predatori: quali ulteriori misure preventive applicare, come migliorare i piani di tutela del bestiame e quando ricorrere a misure estreme come il prelievo. Per gli allevatori locali l'aumento delle predazioni rappresenta un danno economico e una fonte di preoccupazione per la gestione quotidiana degli animali; per le associazioni ambientaliste, invece, la priorità resta la tutela della specie e il rispetto delle normative che regolano la protezione della fauna.
La vicenda sarà presumibilmente seguita da ulteriori verifiche tecniche e amministrative: le norme citate nel decreto prevedono infatti che il prelievo di esemplari protetti sia possibile solo se non compromette lo stato di conservazione favorevole della specie. Sul piano locale, gli allevatori dell'area interessata e i soggetti istituzionali coinvolti dovranno ora confrontarsi sulle azioni successive, tra prevenzione rafforzata e monitoraggi più stringenti.
La comunità di Marebbe e i gestori delle malghe coinvolte attendono chiarimenti aggiuntivi dalla Provincia e aggiornamenti sulle misure di contenimento e prevenzione che verranno eventualmente predisposte per limitare nuovi episodi di predazione.