Tempistiche, limiti e aree: cosa cambia per la stagione 2026/2027
La Provincia di Sondrio ha approvato il Calendario venatorio provinciale 2026/2027, con la deliberazione n. 128 firmata dal presidente Davide Menegola e dichiarata immediatamente eseguibile. Il provvedimento stabilisce date di apertura e chiusura, carnieri massimi e vincoli specifici per ciascuno dei cinque Comprensori Alpini presenti nella provincia.
La stagione prenderà il via, per la caccia agli ungulati, il 3 settembre. Per la caccia migratoria da appostamento fisso e per alcune altre specie la riapertura è fissata al 20 settembre, mentre in alcune aree particolarmente tutelate le attività venatorie inizieranno dal 4 ottobre. Le tempistiche variano dunque a seconda della specie, della forma di caccia e del comprensorio coinvolto: i dettagli completi sono contenuti nelle tabelle ufficiali del calendario.
- Data di apertura ungulati: 3 settembre
- Apertura per alcune specie e appostamenti fissi: 20 settembre
- Inizio in zone di maggior tutela (in vari casi): 4 ottobre
Tra le novità più rilevanti del piano vi è la sospensione del prelievo di alcune specie: Combattente, Moretta, Moriglione, Pavoncella, Quaglia e Tortora selvatica non potranno essere cacciate nella stagione 2026/2027. Vengono inoltre definiti carnieri massimi per specie quali Allodola, Codone, Beccaccia e Tordo sassello, per limitare i prelievi e tutelare le popolazioni locali.
| Voce | Indicazione principale |
|---|---|
| Delibera | n. 128 (19 agosto 2026) |
| Firma | Presidente Davide Menegola |
| Apertura caccia ungulati | 3 settembre 2026 |
| Aperture per migratoria e appostamenti | 20 settembre 2026 |
| Limitazioni nelle zone tutelate | alcuni casi dal 4 ottobre 2026; divieto in ZPS prima del 1° ottobre |
Particolare attenzione è riservata alle aree protette e alle Zone di Protezione Speciale (ZPS). Nella ZPS identificata come IT 2040401 «Parco Regionale delle Orobie Valtellinesi» l'attività venatoria è vietata fino al 1° ottobre, fatta eccezione per la caccia di selezione agli ungulati. In generale, per le ZPS sono previste specifiche limitazioni, compreso il divieto di abbattimento della pernice bianca.
Sul fronte delle munizioni, il calendario introduce un divieto su scala provinciale: non è consentito utilizzare né detenere munizionamento al piombo per la caccia agli ungulati. Nelle zone umide il divieto si estende anche al munizionamento che contiene piombo, per ridurre i rischi ambientali e per la fauna acquatica.
Iter e valutazioni tecniche
Il documento finale è stato predisposto dopo il confronto con l'ISPRA, che ha fornito valutazioni tecniche sulla proposta iniziale della Provincia, e successivamente adeguato tenendo conto delle osservazioni ricevute. È stato poi effettuato lo screening di incidenza ambientale da parte della Regione Lombardia. Inoltre, con decreto del 17 agosto 2026 sono stati formalizzati alcuni atti connessi all'approvazione.
Per i cacciatori e per chi frequenta i territori montani è fondamentale consultare il testo integrale del calendario e le tabelle per comprendere giorni, specie e limiti specifici per ciascun Comprensorio Alpino. Il rispetto delle norme è essenziale sia per la tutela della fauna sia per la sicurezza nelle aree frequentate da escursionisti e operatori del settore agricolo e turistico.
Impatto locale e indicazioni pratiche
La nuova disciplina influirà su pratiche venatorie e su attività connesse, come la gestione degli ungulati e la fruizione delle aree protette. Di seguito alcune indicazioni operative per i residenti e per i cacciatori:
- Verificare le date e i carnieri massimi riferiti al proprio Comprensorio Alpino prima di intraprendere l'attività venatoria.
- Evitare l'uso di munizionamento al piombo per gli ungulati; nelle zone umide il divieto si estende a qualsiasi munizionamento contenente piombo.
- Rispettare i divieti stabiliti nelle ZPS, in particolare per specie protette come la pernice bianca.
- Consultare eventuali ordinanze locali e gli aggiornamenti ufficiali della Provincia per modifiche o chiarimenti.
Le disposizioni contenute nel calendario puntano a coniugare l'attività venatoria con esigenze di conservazione e con i vincoli ambientali imposti dalle aree tutelate. Per residenti, operatori turistici e amministrazioni locali sarà importante monitorare l'applicazione delle misure e segnalare eventuali criticità agli uffici provinciali competenti.