Il Comune riporta all'attenzione la proposta per contrastare le deiezioni in strada
Il tema della gestione delle deiezioni canine torna d'attualità ad Alessandria. La proposta di istituire una banca dati del Dna dei cani — avanzata dal consigliere comunale Giuseppe Bianchini — passa ora da una fase di sollecitazione politica a uno studio tecnico-amministrativo, come annunciato dall'assessore al Decoro, Gianni Ivaldi. L'obiettivo è ricostruire la filiera degli interventi e valutarne impatti pratici ed economici prima di qualsiasi decisione.
Quali passaggi sono stati annunciati
Secondo quanto riferito, l'amministrazione intende promuovere una Commissione Sicurezza e Ambiente che incontri comuni e realtà provinciali già orientate in questa direzione per raccogliere esperienze e modelli organizzativi. L'assessore ha inoltre indicato la necessità di individuare risorse pubbliche e private per sostenere i costi di avvio e gestione.
“Organizzeremo una Commissione Sicurezza e Ambiente per incontrare le realtà comunali e provinciali che hanno deciso di andare in questa direzione. Io sono d’accordo nel merito per una questione igienica ma servono le risorse economiche, con il contributo di una componente pubblica e di una componente privata.”
Il nodo economico: i precedenti del 2019
Il rilancio dell'idea riporta alla memoria le valutazioni già svolte a Palazzo Rosso nel 2019. Allora, dalle commissioni consiliari emerse era la difficoltà a sostenere i costi: l'Ufficio Welfare Animale aveva stimato che la sola raccolta del Dna avrebbe richiesto risorse significative. In quella fase era stata indicata una cifra di riferimento per la raccolta, senza considerare ulteriori analisi e controlli.
| Voce | Osservazione |
|---|---|
| Raccolta del Dna | Valutata come costo rilevante nelle commissioni del 2019 |
| Analisi delle feci | Ulteriori oneri non inclusi nella sola raccolta |
| Controlli e verifiche | Potrebbero aumentare significativamente la spesa |
Impatto pratico per la città
L'eventuale realizzazione di un archivio genetico comporterebbe effetti concreti su più fronti:
- possibilità di identificare proprietari inadempienti e potenzialmente applicare sanzioni;
- necessità di risorse per la raccolta, l'analisi e la gestione dei dati;
- coordinamento tra enti pubblici e soggetti privati per la copertura economica e logistica.
Per i cittadini, le questioni più immediate saranno il livello di decoro urbano raggiungibile, i tempi di attuazione e gli eventuali oneri a carico delle casse comunali o dei proprietari di animali.
Prossimi passi e nodi aperti
La Commissione proposta dall'assessore rappresenterà il primo passo formale per approfondire fattibilità e costi. Sarà necessario chiarire in che misura il Comune intenda farsi carico della spesa, se e come coinvolgere soggetti privati (ad esempio aziende locali o associazioni) e quali garanzie normative e di tutela dei dati personali saranno previste.
Resta inoltre da valutare l'esperienza dei Comuni citati come modelli, per comprendere soluzioni organizzative e vincoli che possano essere trasferiti al contesto alessandrino.
La scelta finale spetterà alla politica, che dovrà bilanciare l'obiettivo igienico e di decoro con la sostenibilità economica e amministrativa del progetto.