Risorse regionali per nidi e paritarie: dove andranno i fondi in provincia
La Regione Piemonte ha assegnato 7,7 milioni di euro a sostegno delle scuole dell'infanzia paritarie per l'anno scolastico 2025-2026. Alla provincia di Alessandria spettano complessivamente 406.518,24 euro, destinati a coprire spese di gestione e funzionamento delle strutture che accolgono i bambini in età prescolare.
La cifra è ripartita in due voci: 301.781,39 euro sono stati attribuiti ai Comuni convenzionati con le scuole paritarie, mentre 104.736,85 euro andranno direttamente agli istituti non convenzionati con gli enti locali.
| Voce | Importo (euro) |
|---|---|
| Comuni convenzionati | 301.781,39 |
| Scuole non convenzionate | 104.736,85 |
| Totale Alessandrino | 406.518,24 |
Priorità ai piccoli centri
La Regione ha previsto che il 75% delle risorse sia indirizzato alle scuole presenti nei Comuni con meno di 15.000 abitanti o nelle frazioni dei centri più popolosi. La scelta punta a sostenere la capillarità dei servizi educativi, con un'attenzione particolare ai territorio collinari e montani dove la perdita di servizi può accelerare lo spopolamento.
“Quando sosteniamo una scuola dell'infanzia, sosteniamo prima di tutto le famiglie e i loro bambini”
La dichiarazione dell'assessore regionale all'Istruzione e Merito, Daniela Cameroni, sottolinea l'intento politico dell'intervento: non solo garantire offerta educativa, ma anche favorire la permanenza delle famiglie nei propri paesi. Secondo la Regione, mantenere una scuola aperta contribuisce a evitare la progressiva desertificazione dei territori minori.
Impatto pratico per famiglie e amministrazioni comunali
- I fondi potranno coprire spese di gestione ordinarie: personale, manutenzione e servizi accessori;
- I Comuni convenzionati riceveranno trasferimenti diretti utili a mantenere l'offerta educativa nei propri territori;
- Le strutture non convenzionate beneficeranno di contributi diretti, utili a sostenere il funzionamento autonomo delle scuole paritarie.
Per le famiglie alessandrine il sostegno mira a preservare la possibilità di scelta educativa e a limitare disagi logistici legati alla chiusura o al ridimensionamento di servizi in piccoli centri e frazioni. Per i Comuni, soprattutto quelli con popolazione inferiore ai 15.000 abitanti, si tratta di un contributo che può risultare decisivo per mantenere il servizio vicino ai cittadini.
Prossimi passi e requisiti
I contributi sono stati ripartiti tra Comuni convenzionati e scuole non convenzionate; per accedervi sono previsti requisiti minimi che le strutture devono soddisfare. La Regione ha stabilito soglie e criteri che le amministrazioni comunali e i gestori delle scuole dovranno verificare per ufficializzare l'erogazione dei fondi.
Sul territorio provinciale, l'attenzione resterà concentrata sulle modalità di distribuzione concreta delle risorse e sull'impatto che queste avranno sul mantenimento dei servizi educativi nei centri più piccoli. Le amministrazioni locali sono ora chiamate a gestire la fase operativa affinché i contributi arrivino rapidamente alle strutture interessate.
Per le famiglie interessate è consigliabile rivolgersi agli uffici servizi sociali o all'istruzione del proprio Comune per informazioni sulle modalità di accesso e sull'impiego dei fondi.