Indagine e arresto dopo la segnalazione del personale sanitario
I carabinieri sono intervenuti in ospedale a Casale Monferrato, nel territorio della provincia di Alessandria, dopo la segnalazione del personale medico e infermieristico su anomalie riscontrate nelle terapie somministrate a un 74enne ricoverato in una casa di cura.
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Le verifiche iniziali hanno portato al sequestro di una flebo manomessa e a successivi accertamenti clinici che hanno evidenziato una somministrazione prolungata di ingenti dosi di benzodiazepine, con conseguente stato di forte torpore dell'anziano.
Il quadro accusatorio e il fermo in flagranza
Secondo quanto emerso dalle indagini, la donna — una 38enne disoccupata e già nota alle forze dell'ordine — avrebbe più volte offerto al parente bevande contaminate e manipolato sacche per la terapia endovenosa. La situazione è precipitata quando, dopo aver consumato un succo di frutta offerto dalla donna, il 74enne ha accusato un grave malore ed è stato trasferito d'urgenza al pronto soccorso.
- Il personale sanitario ha denunciato la manomissione delle sacche per terapia endovenosa.
- I carabinieri hanno sequestrato flebo, una siringa usata e flaconi di psicofarmaci trovati nella borsa della donna.
- La donna è stata arrestata in flagranza e accusata di tentato omicidio.
Accertamenti clinici e digitali
Gli esami clinici hanno confermato la somministrazione clandestina e prolungata di benzodiazepine, responsabile dello stato di incoscienza e della marcata sonnolenza dell'anziano. Le forze dell'ordine hanno inoltre trovato, nella borsa della donna, una siringa già utilizzata e diversi flaconi di ansiolitici e antidepressivi; nella vettura era presente una seconda siringa e una boccetta vuota del succo bevuto dal paziente.
| Elemento | Riscontro |
|---|---|
| Segnalazione | Personale sanitario sull'anomalia delle sacche endovenose |
| Esito clinico | Somministrazione prolungata di benzodiazepine; forte torpore |
| Provvedimento | Arresto in flagranza per tentato omicidio della donna |
Conseguenze e ricadute locali
L'anziano, una volta stabilizzato e dichiarato fuori pericolo, è stato dimesso e ha fatto ritorno alla casa di cura. L'arresto della 38enne e i materiali sequestrati saranno elementi centrali dell'istruttoria penale, che dovrà ricostruire tempi e modalità delle somministrazioni e chiarire eventuali responsabilità ulteriori.
Per gli abitanti della provincia, il caso solleva interrogativi sulla tutela degli ospiti nelle strutture per anziani e sull'importanza della vigilanza del personale sanitario, che in questo episodio ha svolto un ruolo determinante nel far emergere anomalie potenzialmente letali. L'operato rapido dei carabinieri ha evitato ulteriori eventi avversi e ha consentito il fermo della presunta responsabile.
Le indagini proseguono per definire con precisione il quadro probatorio e per acquisire ulteriori elementi, anche attraverso l'analisi degli apparecchi digitali e dei dispositivi sequestrati, già utilizzati dagli inquirenti per ricostruire il comportamento della donna.