Un parco restituito alla città, ma con l’incognita sicurezza
Il nuovo Parco Fluviale di Pescara, sorto nell’area prossima all’Asse Attrezzato e alle Torri Camuzzi, raccoglie consensi e, insieme, richieste puntuali sul tema della vigilanza. Il Comitato Pescara Fortis, attraverso il presidente Mauro Renzetti, esprime un forte apprezzamento per l’intervento messo in campo dall’amministrazione guidata dal sindaco Carlo Masci, sottolineando però l’urgenza di garantire un presidio stabile per prevenire nuove situazioni di degrado.
Secondo il comitato, la trasformazione riguarda 12.000 metri quadrati di aree recuperate e bonificate grazie a 300.000 euro provenienti da un bando ministeriale per il risanamento delle zone degradate. Un comparto cittadino finora segnato da fenomeni di spaccio, siringhe e rifiuti, viene ripensato come primo, autentico parco fluviale cittadino, con spazi dedicati alla cultura e all’aggregazione, compresi due ambiti per teatro all’aperto.
«È assolutamente necessario e urgente consolidare un presidio di sicurezza fisso e strutturato in quella zona»
La sollecitazione, nelle parole del Comitato Pescara Fortis, si lega a un timore specifico: senza controlli costanti e rigorosi, il parco rischia di tornare luogo di bivacco e microcriminalità. L’appello è rivolto alle istituzioni locali, affinché l’investimento pubblico e il lavoro di bonifica non vengano vanificati da un arretramento sul fronte del controllo sociale.
Intervento pubblico e impatto sul quartiere
La rigenerazione del tratto fluviale, da tempo considerato marginale, si configura come un passaggio strategico per la città. La scelta dell’amministrazione di intervenire su un quadrante «dimenticato» viene definita dal comitato una decisione coraggiosa, capace di incidere su decoro, sicurezza percepita e potenziale fruizione collettiva. La nuova destinazione d’uso, orientata a cultura e aggregazione, punta a costruire un’alternativa sostenibile alla precedente condizione di abbandono.
Perché la svolta prenda radicamento, Pescara Fortis ritiene imprescindibile un dispositivo di vigilanza che supporti la fase di avvio. L’obiettivo dichiarato è scongiurare la ciclicità del degrado, fenomeno noto nell’area e non circoscrivibile a episodi isolati, come ricordano i residenti e gli operatori del territorio.
Le richieste del territorio
- Presenza di un presidio fisso di sicurezza nella zona del parco;
- Controlli regolari e strutturati per prevenire bivacchi e microcriminalità;
- Valorizzazione degli spazi culturali e di aggregazione per un uso continuativo e positivo.
Il comitato sottolinea come l’investimento economico e operativo rischi di non esprimere pienamente i propri effetti senza un adeguato sistema di vigilanza. La richiesta non è alternativa alla riqualificazione, ma complementare, in una logica di manutenzione sociale del bene pubblico appena rinnovato.
Dati essenziali dell’intervento
| Voce | Dettaglio |
|---|---|
| Superficie riqualificata | 12.000 m² |
| Fondi impiegati | 300.000 euro (bando ministeriale per aree degradate) |
| Localizzazione | Area fluviale vicino ad Asse Attrezzato e Torri Camuzzi |
| Nuove funzioni | Spazi culturali e due aree per teatro all’aperto |
Prospettiva e ricadute per Pescara
Il nuovo Parco Fluviale può diventare un punto di riferimento per la città se sostenuto da azioni coordinate sul piano della sicurezza e dell’uso pubblico. La richiesta di Pescara Fortis si inserisce in questo quadro: garantire una presenza istituzionale visibile nella fase iniziale, per favorire la piena fruizione del parco e consolidare i risultati della bonifica.
Il messaggio che arriva dal territorio è netto: investire in riqualificazione va di pari passo con la costruzione di condizioni di tutela costanti. Solo così l’area potrà evitare il rischio di una regressione e diventare, stabilmente, un bene comune vissuto dai residenti e dalle famiglie.