Intervento della Roan Pescara: inseguimento e denuncia per resistenza a pubblico ufficiale
Il Reparto Operativo Aeronavale (ROAN) della Guardia di Finanza di Pescara ha formalmente denunciato due persone ritenute responsabili del reato di resistenza a pubblico ufficiale, come previsto dagli artt. 110 e 337 del codice penale. L’attività è maturata nell’ambito delle ordinarie operazioni di vigilanza e controllo degli spazi marittimi adriatici condotte dalla Stazione Navale di Pescara.
Secondo la nota diffusa dal Corpo, durante una crociera di servizio un guardacoste ha individuato un natante intento a pescare nelle immediate vicinanze di una piattaforma offshore. Per ragioni di sicurezza marittima e ambientale la navigazione e la sosta sono vietate in un raggio di 500 metri dall’installazione: norme che le unità di polizia del mare applicano per prevenire pericoli e danni.
All’atto del controllo, l’equipaggio della Guardia di Finanza ha intimato l’alt utilizzando i dispositivi acustici e visivi previsti dalle procedure internazionali. A quel punto i due occupanti del natante hanno messo in atto manovre elusive e si sono allontanati a elevata velocità, cercando di sottrarsi al controllo. L’unità navale del Corpo ha quindi intrapreso l’inseguimento, che si è concluso quando i fuggitivi sono riusciti a raggiungere un porto della regione Marche, abbandonando l’imbarcazione e dileguandosi a terra.
Le indagini non si sono fermate lì: grazie ai rilievi video-fotografici effettuati nell’immediatezza e alle attività investigative svolte nelle settimane successive, i finanzieri hanno individuato gli autori della condotta illecita e li hanno segnalati all’Autorità Giudiziaria. Alla luce degli elementi raccolti, la Procura ha disposto il deferimento dei due soggetti per resistenza a pubblico ufficiale.
Implicazioni per il territorio e per chi usa il mare
Il caso sottolinea alcuni aspetti pratici rilevanti per i residenti e gli operatori marittimi della costa pescarese:
- la presenza di zone interdette intorno a infrastrutture offshore è regolata per motivi di sicurezza e tutela ambientale;
- le forze di polizia marittima, tra cui la Guardia di Finanza, possono utilizzare inseguiti e rilievi video-fotografici per raccogliere elementi probatori;
- la mancata ottemperanza alle intimazioni di fermo può integrare reati perseguibili penalmente.
“Gli autori della condotta illecita venivano individuati e segnalati all’A.G. che, alla luce degli elementi acquisiti, disponeva il deferimento di entrambi i soggetti, in concorso morale e materiale, per il reato di resistenza a pubblico ufficiale.”
Questa vicenda è un richiamo pratico alla responsabilità di navigare rispettando divieti e ordinanze, nonché alla capacità delle autorità marittime locali di eseguire controlli e seguire le tracce investigative fino alla ricostruzione dei fatti.
| Voce | Dato |
|---|---|
| Forze coinvolte | Reparto Operativo Aeronavale (ROAN) - Guardia di Finanza Pescara |
| Infrazione contestata | Resistenza a pubblico ufficiale (art. 110 e 337 c.p.) |
| Divieto operativo | Area di rispetto intorno alla piattaforma: 500 metri |
| Esito | Denuncia all'Autorità Giudiziaria |
Per i cittadini che frequentano il mare della costa adriatica, la vicenda ribadisce l’importanza di attenersi ai regolamenti di sicurezza e di cooperare con le forze di controllo. Le attività di vigilanza proseguiranno con routine e controlli mirati per garantire la sicurezza delle infrastrutture e dell’ambiente marino.