Chiarezza dall'Istituto superiore di sanità
L'Istituto Superiore di Sanità (ISS) ha intervenuto per fare luce sulla notizia della possibile presenza del Vibrio vulnificus, noto come «batterio mangiacarne», nelle acque dello Stretto di Messina. Secondo l'ente nazionale, il rischio di contrarre in Italia un'infezione dovuta a questo microrganismo è al momento "estremamente basso", e i rilanci recenti sui social non corrispondono a un allarme sanitario attuale.
Origine del caso e studi locali
La segnalazione riguarda principalmente la riproposizione di una ricerca condotta dall'Università di Messina nel 2005, che aveva documentato la presenza del batterio nelle acque dello Stretto e nel plancton. L'ISS sottolinea che il fatto che un microrganismo sia stato individuato in passato non equivale a una situazione di pericolo permanente per le coste italiane.
Contesto europeo e fattori ambientali
Gli organismi europei hanno intensificato il monitoraggio dopo le ondate di calore recenti: il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) ha aggiornato strumenti di sorveglianza, come il Vibrio Viewer, che usa dati su temperatura e salinità per identificare aree a rischio. L'aumento delle temperature marine favorisce la proliferazione di batteri del genere Vibrio, ma ciò non significa automaticamente che vi sia un rischio elevato in tutte le aree costiere italiane.
Quali sono i rischi e come prevenirli
Il Vibrio vulnificus può causare infezioni gravi, specialmente in soggetti con ferite aperte o con condizioni di salute preesistenti, e può essere associato al consumo di molluschi crudi o poco cotti. Per questo, le indicazioni pratiche per la popolazione rimangono:
- evitare di entrare in acqua con tagli o ferite aperte;
- non consumare molluschi crudi o poco cotti, in particolare se si hanno fattori di rischio;
- seguire le comunicazioni delle autorità sanitarie locali in caso di eventuali monitoraggi o divieti temporanei.
Dati e confronti
In alcune aree degli Stati Uniti il fenomeno è più diffuso e sono stati registrati casi e decessi, circostanza che ha riacceso l'attenzione anche in Europa. Un esempio riportato riguarda la Louisiana nel 2026, con numeri che evidenziano la gravità possibile in contesti diversi dal Mediterraneo.
| Anno | Luogo | Casi | Decessi |
|---|---|---|---|
| 2026 | Louisiana (USA) | 9 | 5 |
Le parole dell'ISS
"Il rischio di contrarre nelle acque italiane un'infezione da Vibrio vulnificus è estremamente basso"
La precisazione dell'Istituto è rivolta a smontare timori nati principalmente dal richiamo a dati e studi non recenti e dalla risonanza di eventi avversi verificatisi oltreoceano. Per i cittadini di Messina e provincia la raccomandazione è di mantenere comportamenti prudenti in mare e seguire gli aggiornamenti ufficiali, senza allarmismi ingiustificati.
Resta comunque aperta la questione del monitoraggio ambientale: con il progressivo aumento delle temperature marine, le autorità sanitarie europee e nazionali continuano a rafforzare gli strumenti di sorveglianza per individuare tempestivamente eventuali aumenti del rischio e informare la popolazione.