Aggressione durante un video colloquio, ferita superficiale e tensione nel reparto Antares
Un ispettore della Polizia penitenziaria è stato colpito all'addome con un'arma rudimentale lunga circa 12 centimetri nel carcere di Reggio Emilia durante un'aggressione avvenuta nella giornata di ieri. La ferita è stata descritta come superficiale, di circa 2 centimetri; l'ispettore non è stato ricoverato.
Secondo la ricostruzione diffusa dai rappresentanti sindacali, l'episodio è nato nella sala dei video colloqui del reparto Antares, dove intorno alle 12:30 un detenuto di circa 30 anni, straniero e sottoposto all'articolo 14-bis, avrebbe dato in escandescenza dopo un'attesa di circa 10 minuti. Nel corso della colluttazione il detenuto avrebbe demolito il locale e danneggiato tre monitor.
"oggi un servitore dello Stato ha rischiato conseguenze ben peggiori. La situazione nel reparto Antares del carcere è oggettivamente fuori controllo"
Nel tentativo di contenere l'uomo, due agenti sarebbero stati colpiti con schiaffi, calci e contusioni: uno ha ricevuto uno schiaffo e un calcio alla gamba, l'altro due calci, uno al gomito e uno all'anca. L'ispettore intervenuto in supporto, dopo aver tentato due volte una mediazione e aver garantito il collegamento video con la famiglia, è stato raggiunto dal fendente che ha provocato la lesione addominale.
Il caso ha suscitato la reazione della Fns Cisl Emilia-Romagna. Ivano Maltoni, leader del sindacato, ha sottolineato il salto di gravità dell'azione, passando da aggressioni fisiche a strumenti costruiti per ferire. Di fronte all'accaduto il sindacato ha chiesto di evidenziare le condizioni organizzative che, a loro avviso, espongono gli agenti a rischi maggiori.
"Non è più soltanto un’aggressione: è un gesto che alza drammaticamente l’asticella. Nel carcere reggiano si è passati dai pugni e dai calci a un’arma costruita per ferire, uccidere – spiega Maltoni –. Come sindacato abbiamo il dovere di denunciare che gli agenti della penitenziaria vengono mandati in prima linea dentro condizioni organizzative che moltiplicano i rischi"
Le autorità penitenziarie e le forze dell'ordine stanno seguendo gli accertamenti sull'accaduto. Non sono stati riportati ulteriori ricoveri. Resta aperta la questione delle misure di sicurezza nei reparti che gestiscono detenuti sottoposti all'articolo 14-bis, spesso collocati in condizioni detentive e di mediazione più complesse.
Per chiarire meglio i fatti e le conseguenze immediate per il personale, ecco un riepilogo sintetico dell'episodio:
- Luogo: carcere di Reggio Emilia, reparto Antares
- Ora indicativa: circa 12:30
- Coinvolti: un detenuto (circa 30 anni, straniero, articolo 14-bis) e più agenti della Polizia penitenziaria
- Danni segnalati: lesione addominale superficiale (2 cm) a un ispettore; tre monitor distrutti
| Elemento | Dettaglio |
|---|---|
| Lunghezza arma | ~12 cm |
| Ferita all'ispettore | ~2 cm, non ricovero |
| Tempo di attesa prima dell'escalation | ~10 minuti |
Le implicazioni per Reggio Emilia sono pratiche: il personale penitenziario reclama maggiore tutela e interventi organizzativi per prevenire simili episodi; la cittadinanza attende rassicurazioni sul funzionamento degli istituti di pena e sulla sicurezza interna. Le indagini in corso dovranno stabilire con precisione dinamica e responsabilità, mentre il confronto tra amministrazione penitenziaria e sindacati appare destinato a intensificarsi nelle prossime ore.