Annata in crisi per il riso pavese: prezzi giù, mercato più lento
La campagna risicola 2026 nella provincia di Pavia si chiude in condizioni di forte incertezza per le aziende agricole. Secondo l'analisi condotta dalla Camera di Commercio di Cremona-Mantova-Pavia con il supporto di Bmti, il comparto è segnato da una combinazione di cedimenti dei prezzi, minore domanda dall'industria e una concorrenza internazionale sempre più marcata.
Il fenomeno più evidente riguarda i ribassi registrati a partire da aprile sul mercato del risone, con flessioni che hanno colpito molte varietà tipiche del territorio. Il riferimento locale del mercato è Mortara, dove i prezzi hanno subito le oscillazioni più rilevanti: il Vialone Nano ha perso circa il 60% del proprio valore rispetto allo stesso periodo del 2025. Segnali negativi interessano anche il Baldo (-48%) e il Sant'Andrea (-61%).
Tra le varietà destinate ai risotti italiani, l'Arborio ha registrato una flessione del 31% in un anno, mentre il Carnaroli ha perso il 27%. Il Lungo B, particolarmente esposto alla competizione internazionale, ha subito un ribasso superiore al 40%. Anche i Tondi mostrano riduzioni a doppia cifra, con il Selenio in calo del 24%, un andamento influenzato anche dall'aumento delle superfici coltivate.
| Varietà | Variazione % (anno su anno) |
|---|---|
| Vialone Nano | -60% |
| Baldo | -48% |
| Sant'Andrea | -61% |
| Arborio | -31% |
| Carnaroli | -27% |
| Lungo B | > -40% |
| Selenio (Tondi) | -24% |
Oltre al calo dei prezzi, il rapporto segnala un mercato meno dinamico: al 16 giugno il tasso di collocamento del risone rispetto alle disponibilità vendibili era del 78,6%, in diminuzione rispetto all'84,7% registrato nella campagna precedente. Questo indicatore testimonia una minore capacità di assorbimento delle produzioni da parte dell'industria, con conseguente accumulo di giacenze nei magazzini.
Cause e impatti sul territorio
Le difficoltà del settore si inseriscono in un contesto generale già gravato dall'aumento dei costi di produzione: gasolio agricolo e fertilizzanti restano voci significative per il bilancio delle aziende. Nonostante nelle ultime settimane si sia osservato un rallentamento nella crescita dei prezzi delle materie prime, la situazione resta complessa. A incidere ulteriormente è la competizione con i prodotti importati dai Paesi asiatici, che penalizza le varietà più esposte alla concorrenza internazionale.
- Riduzione dei ricavi per molte aziende risicole del Pavese;
- Aumento delle giacenze e minore liquidità per il settore;
- Rischio di pressione sulla tenuta occupazionale e sulla capacità di investimento delle aziende agricole.
Per la popolazione rurale e per i territori in cui la risicoltura rappresenta una voce economica rilevante, questi sviluppi hanno ricadute concrete: dalle decisioni sulle semine future alla capacità di rispettare gli impegni economici delle aziende. L'andamento del mercato di Mortara, storicamente punto di riferimento per il comparto nelle province di Pavia e limitrofe, è un indicatore sensibile della salute complessiva del settore.
Prospettive e nodi aperti
Il quadro delineato dall'analisi evidenzia nodi strutturali che richiedono risposte articolate: misure di sostegno economico mirate, strategie per valorizzare le produzioni locali e azioni per contenere i costi di filiera. Anche la capacità dell'industria di lavorazione e commercializzazione di assorbire le produzioni influenzerà l'evoluzione delle giacenze e dei prezzi nei prossimi mesi.
Per gli agricoltori della provincia resta cruciale il monitoraggio dei mercati e il confronto con gli operatori dell'industria risiera, oltre alla possibilità di accedere a strumenti di tutela del reddito e di promozione commerciale delle varietà tipiche pavese.