Un appello a misure concrete per arginare l’emarginazione che favorisce la criminalità
La segreteria provinciale della CGIL di Agrigento ha preso posizione sulla recente relazione della Commissione regionale Antimafia, richiamando l’attenzione sulle condizioni socio-economiche che, secondo il sindacato, alimentano l’insediamento e la resilienza delle organizzazioni criminali. In una nota, il segretario generale Alfonso Buscemi sottolinea che la strategia contro le mafie non può limitarsi alla sola repressione ma richiede politiche pubbliche che agiscano sulle cause strutturali.
“La mafia prospera dove ci sono povertà, precarietà, disuguaglianze e assenza di opportunità”
Nel testo della CGIL, la disamina della Commissione Antimafia viene assunta come base per chiedere interventi mirati sul territorio provinciale, che oggi convive con ritardi infrastrutturali, crisi occupazionale ed emergenze sociali. Il sindacato richiama in particolare alcune direttrici d’azione che, a suo avviso, sono fondamentali per sottrarre terreno alla criminalità organizzata.
- Investire nel lavoro di qualità e in opportunità stabili per i giovani;
- Potenziare la trasparenza negli appalti pubblici e il controllo sui processi di assegnazione;
- Valorizzare il riutilizzo sociale dei beni confiscati come risorsa per la comunità;
- Sostenere il lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura.
La CGIL di Agrigento si dichiara disponibile a collaborare con istituzioni, scuole, associazioni e realtà del volontariato per promuovere una cultura della legalità «fondata sui diritti, sulla partecipazione e sulla giustizia sociale». Il pronunciamento mette in evidenza il nesso tra politica del lavoro e contrasto alla criminalità: secondo Buscemi, creare condizioni in cui i giovani possano scegliere di restare è la posta in gioco più alta.
Per i cittadini della provincia le proposte avanzate comportano ricadute concrete: ampliamento di programmi di formazione e inserimento lavorativo, controlli amministrativi più stringenti sugli appalti pubblici e misure per il recupero di beni sequestrati da affidare a finalità sociali. Tutte iniziative che richiedono coordinamento tra enti locali, governo regionale e istituzioni giudiziarie.
| Azione | Attori coinvolti |
|---|---|
| Promozione lavoro stabile | Comuni, Regione, sindacati, imprese |
| Trasparenza appalti | Enti locali, Prefettura, magistratura |
| Riutilizzo beni confiscati | Associazioni, amministrazioni pubbliche |
Il richiamo della CGIL evidenzia come la lotta alla criminalità sia anche una questione di politiche pubbliche e sviluppo locale. A partire dalle parole del sindacato, la sfida per Agrigento resta quella di costruire percorsi di inclusione e dignità che riducano le condizioni che favoriscono l’illegalità.