L’Unione montana Pasubio Piccole Dolomiti ha definito la graduatoria finale del progetto “Case a un euro” e ha assegnato 13 abitazioni a persone pronte a investire nel recupero di immobili abbandonati o in forte degrado. L’iniziativa, avviata nella primavera del 2025, interessa principalmente i territori montani dell’Alto Vicentino e ora entra nella fase operativa che porterà all’acquisto e alla ristrutturazione degli immobili.
Distribuzione degli immobili e provenienza degli assegnatari
Le 13 abitazioni risultate assegnate sono così distribuite sui tre comuni coinvolti:
- Recoaro Terme: 9 case
- Valli del Pasubio: 2 case
- Posina: 2 case
All’origine erano disponibili in tutto 26 immobili, ma soltanto la metà ha trovato un assegnatario. Le richieste formali presentate sono state 78, con un ampio interesse anche dall’estero — segnalate domande da Germania, Danimarca, Inghilterra e Brasile — tuttavia gli assegnatari finali risultano tutti italiani e in maggioranza residenti in Veneto: dodici in regione, di cui 9 in provincia di Vicenza; un solo beneficiario proviene da Milano.
Iter, tempi e condizioni per il recupero
Il percorso del progetto era cominciato nel 2025 con l’obiettivo di restituire funzioni abitative o d’impresa a edifici in stato di abbandono. Alcune domande sono decadute durante le procedure e diversi beni non hanno ricevuto candidature idonee, motivo per cui il numero finale è inferiore alle disponibilità iniziali. Ora i vincitori potranno procedere all’acquisto formale degli immobili e avviare i lavori di ristrutturazione.
«I numeri di questa operazione possono sembrare piccoli rispetto agli sforzi che sono stati messi in campo - commenta il presidente dell’Unione montana Mosè Squarzon - ma crediamo sia stato importante aprire una strada che potrebbe essere imitata da altri e portare ulteriori risultati in futuro.»
Impatto locale e scenari pratici
Per i territori montani coinvolti l’azione si misura su due fronti concreti: la conservazione del patrimonio costruito e il contrasto al progressivo spopolamento. Se i progetti di ristrutturazione verranno realizzati, gli effetti attesi sono:
- maggiore attività edilizia e conseguente indotto per imprese locali;
- possibile incremento di residenti stabili o di seconde case riqualificate per turismo;
- rinforzo dell’offerta immobiliare e recupero di tessuti urbani degradati.
Cosa resta da monitorare
Molti aspetti saranno decisivi nei prossimi mesi: la reale attuazione dei piani di ristrutturazione, la qualità degli interventi, il rispetto dei tempi e delle norme di sicurezza e ambientali, oltre all’effettiva ricaduta economica sul territorio. L’Unione montana ha fissato un orizzonte temporale per il completamento dei lavori; sarà importante verificare quante ristrutturazioni verranno realmente terminate e in che forma contribuiranno a rivitalizzare i borghi coinvolti.
| Voce | Dato |
|---|---|
| Immobili offerti | 26 |
| Domande presentate | 78 |
| Immobili assegnati | 13 |
| Assegnatari residenti in Veneto | 12 |
| Immobili a Recoaro Terme | 9 |
La speranza degli amministratori locali è che questa prima esperienza apra la strada a iniziative simili in altre aree montane della provincia e della regione. Per gli abitanti delle comunità coinvolte, il successo dell’operazione dipenderà però dai cantieri: non basta assegnare le case, serve portare a termine i lavori perché il recupero immobiliare si trasformi in opportunità concreta per il territorio.
We News — Corrispondenza dalla provincia di Vicenza