Rottura dopo la votazione in Aula Sollano
Il centrodestra agrigentino è esploso nelle ultime ore in seguito alla votazione per la presidenza e le vicepresidenze del Consiglio comunale. Nonostante una maggioranza numerica apparentemente schiacciante — 19 consiglieri su 25 — la coalizione non ha retto alle fibrillazioni interne e si è consumata una spaccatura tra componenti che fino a poche settimane prima avevano gareggiato insieme in campagna elettorale.
Il risultato delle votazioni ha sancito l'elezione alla Presidenza del Consiglio comunale di un esponente di Forza Italia, Giovanni Civiltà; alla Vicepresidenza vicaria di Marco Vullo del Mpa; e alla seconda Vicepresidenza di Giovanni Nocera della Democrazia Cristiana. Queste scelte sono state prese senza il consenso di Fratelli d'Italia, che si è trovata di fatto esclusa dalla spartizione dei ruoli.
«Duopolio Gallo-Di Mauro»
Nel dibattito politico locale è riemerso il termine coniato da cronache precedenti per descrivere il peso esercitato da alcune figure: il cosiddetto “Duopolio” Gallo-Di Mauro viene nuovamente richiamato come elemento interpretativo di questa fase, indicandone l'influenza sulle decisioni cittadine.
Le tensioni erano già emerse in precedenza: alcune forze della coalizione — come la Lega e la Democrazia Cristiana — avevano assunto atteggiamenti di attesa e posizionamento, mentre esponenti di Fratelli d'Italia avevano compiuto sortite solitarie, in particolare quelle attribuite a Simone Gramaglia. L'ordine di partito indirizzato a votare il candidato Gerlando Piparo non ha però determinato il risultato sperato per FdI.
È apparsa evidente la differenza tra maggioranza aritmetica e maggioranza politica: il gruppo del Partito Democratico e la lista Controcorrente, sebbene politicamente non allineati con la maggioranza, hanno provato a convergere su un nome alternativo — Giampiero Carta — che inizialmente sembrava ottenere un consenso trasversale, salvo poi mancare l'appoggio definitivo di Forza Italia e Mpa.
- Composizione degli esiti votati: Presidenza e due vicepresidenze assegnate a Forza Italia, Mpa e Dc.
- Fratelli d'Italia esclusa dalle nomine, nonostante ordini di partito e tentativi di sintesi.
- Riaffiorano tensioni riconducibili a equilibri di potere consolidati a livello cittadino.
Le conseguenze pratiche di questa frattura sono già leggibili sull'assetto politico-amministrativo della città: la perdita dell'unità degli alleati rende più complessa la gestione dell'attività consiliare e la definizione di un'agenda condivisa. Prospettive, emendamenti e l'approvazione di provvedimenti rischiano di diventare terreno di scontro anziché di collaborazione, con ricadute sui tempi e contenuti delle decisioni che interessano i servizi e i progetti della città.
| Ruolo | Nome | Partito |
|---|---|---|
| Presidente del Consiglio | Giovanni Civiltà | Forza Italia |
| Vicepresidenza vicaria | Marco Vullo | Mpa |
| Seconda Vicepresidenza | Giovanni Nocera | Democrazia Cristiana |
Per i cittadini di Agrigento la novità principale è che la stabilità numerica nel civico consesso non si traduce automaticamente in stabilità politica. I prossimi passi saranno determinanti per capire se si riuscirà a ricostruire un equilibrio fra le forze che fino a ieri si presentavano insieme o se la scena politica cittadina si incamminerà verso una nuova fase di frammentazione, con possibili ripercussioni sulle questioni amministrative più immediate.