Botta e risposta sulla copertura degli Oneri di Servizio Pubblico
Si è riacceso il confronto politico sul destino dell’aeroporto di Taranto‑Grottaglie dopo le accuse del senatore Mario Turco (Movimento 5 Stelle) relative alle risorse necessarie per finanziare gli Oneri di Servizio Pubblico (OSP). La discussione riguarda chi debba farsi carico delle spese per garantire la continuità territoriale e dunque l’attivazione di voli di linea passeggeri dallo scalo ionico.
Turco ha sostenuto che, secondo precedenti nazionali, il finanziamento degli OSP sia stato assicurato dallo Stato in diversi casi analoghi — citando aeroporti come Brindisi, Crotone, Ancona, Comiso e Trapani — e che il coinvolgimento degli enti territoriali alle spese sia una possibilità, non un obbligo. Ha inoltre contestato il voto contrario a un emendamento presentato dal suo gruppo, ritenendolo un ostacolo a un percorso amministrativo avviato durante il Governo Conte II e mai completato.
"Taranto merita rispetto."
Alla dichiarazione di Turco è seguita la replica del deputato di Fratelli d’Italia Dario Iaia, che ha negato le accuse rivolte al suo partito, precisando che gli OSP sono fondi statali attivati secondo la procedura normativa e che l’intervento degli enti locali si concretizza soltanto dopo l’avvio del procedimento su richiesta della Regione.
Che cosa cambia per la provincia di Taranto
Per i residenti e le imprese della provincia la posta in gioco è concreta: la disponibilità di collegamenti aerei di linea potrebbe influire sui tempi di viaggio, sul turismo e sulle opportunità di investimento. La mancanza di un’intesa chiara sul finanziamento rischia di ritardare l’apertura dello scalo al traffico passeggeri o di limitarne la dimensione operativa.
- Accessibilità: voli di linea favoriscono mobilità di lavoratori, studenti e turisti.
- Sviluppo economico: collegamenti regolari possono attrarre eventi e investimenti.
- Tempistica: in assenza di decisioni condivise, l’iter amministrativo resta sospeso.
Iter normativo e punti aperti
Dal dibattito emerge la necessità di chiarire il quadro procedurale: la normativa prevede che gli OSP siano finanziati con risorse statali attivate al termine di un procedimento amministrativo; tuttavia la partita richiede il coordinamento fra Stato, Regione e soggetti locali. Le posizioni contrapposte tra forze politiche nazionali riflettono tensioni sul ruolo degli enti territoriali e sulle responsabilità politiche nella definizione dei tempi e delle modalità di intervento.
Resta inoltre cruciale il rilievo tecnico: prima di attivare i finanziamenti è necessario che vengano definiti i programmi di collegamento, le compagnie interessate e i criteri di gara. Finché questi passaggi non proseguono in modo ordinato, lo scalo rischia di rimanere limitato a traffici diversi dal trasporto passeggeri regolare.
Prossimi possibili sviluppi
Per uscire dall’impasse servirebbe una convergenza istituzionale che metta insieme atti formali della Regione, l’avvio della procedura ministeriale per gli OSP e un piano operativo per i collegamenti. Sul piano politico, il confronto fra i gruppi dovrà trasformarsi in atti amministrativi concreti: proposte di emendamenti, richieste di incontro con il ministero competente o la calendarizzazione di delibere regionali che facciano avanzare il dossier.
In assenza di queste decisioni, la comunità locale resterà in attesa di segnali chiari. Le dichiarazioni dei rappresentanti nazionali fanno emergere la sensibilità sulla questione, ma il passo successivo dovrà essere istituzionale e operativo per tradurre le promesse in fatti.
La vicenda continuerà a essere seguita da vicino dagli enti locali, dagli operatori economici e dalla cittadinanza, interessati a conoscere tempi e modalità con cui lo scalo potrà essere inserito in modo stabile nella rete dei voli di linea.