Intensa attività dei soccorsi sulle montagne bellunesi
Nella mattinata di oggi le montagne della provincia di Belluno hanno visto numerosi interventi di soccorso. Diversi episodi si sono concentrati tra le 10 e le 13, con l'impiego dell'elisoccorso e delle squadre a terra del Soccorso Alpino per raggiungere persone infortunate o in difficoltà su sentieri e ghiaioni.
Il primo intervento registrato è avvenuto poco dopo le 10 sul sentiero che collega il Rifugio Padova al Rifugio Tita Barba, a Domegge di Cadore: un elicottero di soccorso, identificato come Falco 2, ha trasportato in ospedale una escursionista di 68 anni residente a Porto Viro (RO) che aveva riportato un trauma a un braccio. La chiamata di emergenza è stata inoltrata da uno dei compagni dell'infortunata, che ha dovuto spostarsi di circa 300 metri e salire sulla sommità del Casel de Col per trovare copertura telefonica. La donna è stata issata a bordo con il verricello e trasferita all'ospedale di Belluno.
- Ore 10 circa: soccorso alla donna di 68 anni tra Rifugio Padova e Tita Barba (Domegge di Cadore).
- Intervento successivo: soccorso al Bec de Roces per una ciclista tedesca di 35 anni, ferita al ginocchio.
- Verso le 11.45: recupero di due escursionisti in difficoltà sotto Forcella Marcuoira (Cortina d'Ampezzo).
- Ore 13 circa: intervento al Bivacco Fanton per un 65enne esausto, recuperato con medico ed elisoccorritore.
Una squadra del Soccorso Alpino di Livinallongo è intervenuta sotto il Bec de Roces per prestare assistenza a una turista tedesca di 35 anni, scesa in mountain bike verso Arabba e infortunatasi al ginocchio. Dopo le cure iniziali è stata accompagnata a valle e si è allontanata con mezzi propri.
Verso le 11.45 il 118 ha ricevuto la chiamata di aiuto dall'amico di due escursionisti in difficoltà sotto Forcella Marcuoira, a Cortina d'Ampezzo. I due, una donna del Regno Unito e un uomo di nazionalità cinese, entrambi 28enni, si erano trovati su un tratto scivoloso di ghiaione e, temendo di non riuscire a fermarsi, si erano coricati a terra. L'elicottero del Suem di Pieve di Cadore ha calato con il verricello un tecnico di elisoccorso che li ha messi in sicurezza e riaccompagnati sul sentiero; da lì i due hanno scelto di proseguire la camminata.
| Luogo | Persone coinvolte | Esito |
|---|---|---|
| Rifugio Padova - Rifugio Tita Barba (Domegge di Cadore) | Escursionista 68 anni (Porto Viro) | Trasferita in ospedale (Belluno) con verricello |
| Bec de Roces | Ciclista 35 anni (Germania) | Accompagnata a valle, poi ripartita con mezzi propri |
| Forcella Marcuoira (Cortina d'Ampezzo) | Due escursionisti 28 anni (Regno Unito, Cina) | Messi in sicurezza e riaccompagnati sul sentiero |
| Bivacco Fanton (quota 2.204) | Padre 65 anni e figlio | Entrambi recuperati e trasportati a Pieve di Cadore |
Un altro intervento ha interessato il sentiero che porta dal San Marco allo Scotter, dove una squadra del Soccorso Alpino di San Vito di Cadore ha raggiunto un 81enne proveniente da Torino che si era infortunato a una caviglia. Anche in questo caso è stata fornita assistenza in loco e il turista è stato accompagnato verso valle.
Il capitolo degli interventi al Bivacco Fanton ha richiesto l'intervento combinato dell'elicottero: arrivati a quota 2.204 metri, sul ghiaione alla base del tratto attrezzato, padre e figlio si erano fermati perché il 65enne era sfinito dalla stanchezza e non riusciva più a proseguire. Il figlio ha lanciato l'allarme verso le 13; individuato il punto, il tecnico di elisoccorso e il medico sono stati calati con il verricello, hanno valutato le condizioni e hanno provveduto al recupero, con trasferimento a Pieve di Cadore.
Questi episodi ribadiscono l'importanza di alcune precauzioni: valutare sempre il grado di difficoltà del percorso, portare mezzi di comunicazione con copertura e informare compagni o strutture locali sul piano di marcia. Le squadre di soccorso della provincia, coordinate dalle centrali operative, restano attive e pronte a intervenire per garantire assistenza tempestiva agli escursionisti e ai ciclisti in difficoltà sulle Dolomiti.
Le autorità sanitarie e di soccorso ricordano inoltre di avere a portata di mano i numeri di emergenza e di segnalare con precisione il luogo dell'incidente, così da agevolare il lavoro degli elicotteri e delle squadre a terra.