Emergenza sostegno: numeri e ricadute nelle scuole veneziane
La ripresa dell'anno scolastico porta allo scoperto una situazione che in Veneto è ormai strutturale: nella sola provincia di Venezia sono segnalati 291 posti di sostegno vacanti. Il dato emerge nel quadro di un aumento costante degli alunni con bisogni educativi speciali e apre interrogativi concreti sul diritto all'istruzione e sull'organizzazione delle classi.
Secondo le rilevazioni regionali, nella provincia interessata frequentano le scuole statali più di 3.500 studenti con disabilità, con una concentrazione significativa nella scuola primaria (circa 1.500 alunni) e nella secondaria di primo grado (quasi 1.000). A livello regionale, il totale degli studenti con disabilità si avvicina a 23.000.
La risposta delle istituzioni: ricorso agli operatori socio‑sanitari
Per colmare le lacune di organico, in diverse scuole venete si sta facendo ricorso a personale diverso dall'insegnante di sostegno: gli operatori socio‑sanitari (OSS) vengono impiegati come supplenti. Questa scelta, già al centro del dibattito, solleva dubbi su competenze, ruoli e garanzie per gli studenti che necessitano di una didattica specializzata.
"Prima o poi qualcuno si rivolgerà al giudice"
La frase, rivendicata dai rappresentanti sindacali, sintetizza il clima di tensione: per i sindacati l'utilizzo massiccio degli OSS rischia di trasformare un supporto igienico‑sanitario in un surrogato dell'attività didattica qualificata, con possibili ricadute negative sul percorso educativo di molti ragazzi.
Cause e dinamiche
Negli ultimi dieci anni la percentuale di studenti con disabilità sul totale degli iscritti è quasi raddoppiata, passando dal 2,6% al 4,8%, e superando il 5,2% nella scuola primaria e nella secondaria di primo grado. A influire è anche l'incremento degli alunni con disturbi specifici dell'apprendimento, che pur senza deficit intellettivi richiedono adattamenti e strumenti compensativi.
- Offerta di docenti specializzati insufficiente rispetto alla domanda crescente;
- Graduatorie che non garantiscono candidati disponibili: molti aspiranti risultano già assunti a tempo indeterminato;
- Strumenti emergenziali, come la mini call di metà agosto, non bastano a sanare il gap.
Impatto sulle famiglie e sulle scuole
Per le famiglie la carenza di personale specializzato può tradursi in servizi ridotti, ritardi nell'attivazione di progetti individualizzati e maggiore pressione sull'organizzazione quotidiana. Le scuole, invece, sono costrette a rimodulare orari, spazi e personale per garantire la sorveglianza e l'assistenza, spesso con soluzioni provvisorie che non sostituiscono la competenza educativa richiesta dal sostegno.
| Voce | Valore |
|---|---|
| Posti di sostegno vacanti (prov. Venezia) | 291 |
| Alunni con disabilità (prov. Venezia) | oltre 3.500 |
| Presenza primaria | circa 1.500 |
| Presenza secondaria di primo grado | quasi 1.000 |
| Totale regionale (Veneto) | ~23.000 |
Cosa aspettarsi nelle prossime settimane
In questi giorni proseguono le operazioni di assegnazione dei posti in ruolo e le iniziative straordinarie per reperire personale. Restano sul tavolo misure come la 'mini call' di agosto, tentativi di supplenze straordinarie e la mobilitazione dei sindacati per chiedere interventi strutturali. Sul piano pratico, per le scuole veneziane la priorità rimane garantire l'accoglienza e la continuità educativa in avvio d'anno, ma senza soluzioni durature la pressione sul sistema rischia di ripresentarsi ciclicamente.
Per le famiglie è consigliabile mantenere contatti attivi con i dirigenti scolastici e i servizi territoriali per monitorare le assegnazioni e le soluzioni adottate localmente. Allo stesso tempo, le istituzioni regionali sono sotto osservazione: occorrerà verificare se saranno messe in campo azioni per aumentare l'offerta di docenti specializzati e per professionalizzare eventuali figure di supporto impiegate temporaneamente.
La vicenda rimane uno degli snodi critici dell'avvio scolastico in provincia di Venezia, con implicazioni immediate per la qualità della didattica e per le tutele degli alunni con disabilità.