Conflitto politico sulle risorse per la viabilità
Si è aperto un acceso confronto istituzionale tra la Regione Basilicata e la Provincia di Potenza in merito alla gestione degli investimenti sulle strade lucane. Al centro della disputa ci sono le somme previste nell'ambito dell'accordo di coesione FSC destinate a interventi infrastrutturali, che la Regione afferma di aver stanziato ma che la Provincia non avrebbe formalmente accettato.
Secondo le indicazioni rese note dall'assessorato regionale alle infrastrutture, guidato da Pasquale Pepe, il pacchetto complessivo ammonta a 110,5 milioni di euro per lavori sulla rete stradale regionale, con una quota di 41,5 milioni indirizzata alla Provincia di Potenza e 24 milioni a quella di Matera. Tuttavia, la Regione contesta l'assenza della sottoscrizione da parte della Provincia di Potenza dell'atto negoziale necessario per rendere vincolanti tali risorse.
La controversia è esplosa dopo che il presidente provinciale Giordano aveva criticato la lentezza nel rilascio dei fondi, contestualmente alla richiesta di ripristino di una strada crollata nel territorio del venosino a seguito delle alluvioni di marzo. La Provincia ha annunciato l'assegnazione dei lavori per la riapertura della carreggiata, attribuendo però alla Regione la responsabilità di non aver sbloccato le economie necessarie.
Possibili conseguenze e ricadute sul territorio
La mancata sottoscrizione dell'atto negoziale comporterebbe, secondo l'assessorato regionale, la ridistribuzione delle somme su altri interventi a scorrimento di graduatoria. In pratica, se la Provincia non accetta formalmente le risorse destinate, quei fondi potrebbero essere riallocati altrove, con effetti concreti sul calendario dei cantieri e sui tempi di ripristino di tratte stradali particolarmente critiche per la mobilità locale.
- Impatto sui cittadini: ritardi nei lavori significano disagi per gli automobilisti, gli autotrasportatori e le attività produttive locali.
- Priorità operative: la ricostruzione delle vie danneggiate dalle alluvioni richiede interventi tempestivi per garantire sicurezza e collegamenti.
- Gestione finanziaria: la mancata formalizzazione dell'accordo può condurre a una riassegnazione delle risorse secondo graduatorie tecniche o politiche.
Per i residenti del potentino la questione non è solo politica: si traduce in tempi di attesa per lavori di messa in sicurezza, possibili deviazioni e maggiori costi di manutenzione per le amministrazioni locali. Diversi tratti della viabilità provinciale risultano ancora vulnerabili dopo gli eventi meteo primaverili, rendendo prioritario il reperimento dei fondi e la loro corretta gestione.
Le posizioni ufficiali
L'assessore regionale Pepe ha convocato una conferenza stampa per chiarire la posizione della Regione e illustrare il piano di investimenti previsto dall'accordo di coesione. Dal canto suo, il presidente Giordano ha rimarcato la necessità di interventi rapidi e ha puntato il dito contro quello che ha definito un ritardo nell'erogazione delle risorse.
Al di là delle reciproche accuse, resta da chiarire formalmente la situazione amministrativa dell'atto negoziale: la sottoscrizione è condizione necessaria per vincolare le somme e avviare le procedure esecutive. In assenza di tale adempimento, la Regione sostiene di avere margini per riallocare i fondi.
Cosa aspettarsi nelle prossime settimane
Nei prossimi giorni è probabile un incremento del confronto politico istituzionale. Per i cittadini e gli operatori economici locali sarà utile seguire due elementi: l'esito dell'eventuale incontro tra Provincia e Regione per la definizione dell'atto negoziale e i provvedimenti operativi che consentiranno di sbloccare i cantieri più urgenti.
Finché la questione non troverà una soluzione formale, permarrà incertezza sulle tempistiche di intervento. L'attenzione della cittadinanza rimane alta, soprattutto nelle aree colpite dalle alluvioni, dove la riapertura e la messa in sicurezza delle strade è prioritaria per la vita quotidiana e per le attività produttive.