Enna al centro della rete siciliana per la sicurezza chimica
Nella Sala Convegni dell’Umberto I di Enna si è svolto, il 30 giugno, l’appuntamento regionale dedicato a salute e sicurezza chimica, un confronto che ha riunito professionisti e strutture sanitarie di tutta la Sicilia. L’incontro, promosso dall’ASP di Enna in qualità di capofila regionale e organizzato dal Laboratorio di Sanità Pubblica ennese diretto dalla dottoressa Maria Fascetto Sivillo, ha fatto il punto sulle attività svolte nell’ambito del Piano Regionale di Prevenzione 2020-2025 e ha tracciato le linee di lavoro in vista del Piano Nazionale della Prevenzione 2026-2031.
Il ruolo attribuito all’azienda sanitaria ennese non è formale: il Laboratorio Analisi di Sanità Pubblica di Enna è stato individuato come laboratorio di riferimento regionale ed è inserito nella rete nazionale coordinata dall’ISS. Una posizione costruita anche attraverso un volume significativo di controlli analitici, che rende Enna un nodo operativo e scientifico per l’intero sistema regionale.
Bilancio del PRP e orizzonti del nuovo Piano nazionale
L’evento ha rappresentato la tappa conclusiva di un ciclo pluriennale di attività inserite nel PRP 2020-2025, con la presentazione dei risultati raggiunti e delle criticità affrontate. In apertura dei lavori è intervenuto il direttore sanitario Paolo La Paglia, che ha introdotto i temi della giornata. Nel corso del dibattito è stato inoltre anticipato l’impianto metodologico del Piano Nazionale della Prevenzione 2026-2031, che prevede strategie integrate per la valutazione e la gestione dei rischi legati alle sostanze chimiche pericolose.
Tra gli indirizzi ribaditi dai relatori, particolare rilievo è stato dato all’esigenza di consolidare l’approccio One Health, inteso come visione che collega in modo strutturale la salute delle persone, quella animale e la qualità degli ecosistemi. Questo orientamento, già presente nella cornice di prevenzione, è stato indicato come leva per migliorare la coordinazione tra servizi e la programmazione degli interventi.
Partecipazione regionale e regia scientifica ennese
La giornata di studio ha visto la partecipazione degli ispettori per la Sicurezza Chimica della Regione Siciliana, dei tecnici della prevenzione e del personale dei Laboratori di Sanità Pubblica di tutte le Aziende Sanitarie della Sicilia. La presenza diffusa degli operatori testimonia l’attenzione del sistema sanitario regionale su un tema che incide su filiere produttive, ambienti di vita e di lavoro, gestione delle emergenze e tutela dei consumatori.
L’ASP di Enna non si è limitata a ospitare l’iniziativa: ha curato la regia scientifica e organizzativa dell’intero appuntamento. Un elemento che conferma la funzione di indirizzo tecnico del territorio ennese nella costruzione di modelli operativi condivisi, dall’armonizzazione delle procedure ai protocolli di campionamento e analisi.
Cosa cambia per cittadini e imprese del territorio
Per la comunità locale, il riconoscimento di Enna come riferimento regionale si traduce in una maggiore capacità di prevenzione e in tempi di risposta più strutturati su temi che toccano la quotidianità: qualità dell’aria e dell’acqua, sicurezza degli ambienti, corretta gestione delle sostanze pericolose nei contesti lavorativi. La collaborazione tra laboratori e servizi territoriali, potenziata dal quadro One Health, rafforza la tracciabilità dei controlli e la condivisione delle competenze.
- Coordinamento regionale dei controlli analitici a supporto della prevenzione.
- Integrazione tra laboratori, ispettori e tecnici della prevenzione per la gestione dei rischi.
- Allineamento alle strategie del Piano Nazionale della Prevenzione 2026-2031.
Gli strumenti di pianificazione in sintesi
| Strumento | Periodo | Focus |
|---|---|---|
| PRP Sicilia | 2020-2025 | Rendicontazione attività e risultati su sicurezza chimica |
| Piano Nazionale della Prevenzione | 2026-2031 | Strategie integrate e approccio One Health |
Il confronto svoltosi a Enna ha offerto un quadro aggiornato delle esperienze maturate nei diversi contesti provinciali e delle prospettive di sviluppo, con l’obiettivo di consolidare standard omogenei su tutto il territorio regionale. La presenza di relatori provenienti da più realtà sanitarie ha favorito la circolazione di buone pratiche, a partire dall’organizzazione dei flussi di dati fino ai metodi di valutazione del rischio.
La centralità del Laboratorio di Sanità Pubblica ennese nella rete regionale, e la sua inclusione nella rete nazionale coordinata dall’ISS, rappresentano per il territorio una garanzia di qualità tecnica e di connessione istituzionale con i principali riferimenti scientifici. Un elemento che potrà agevolare l’implementazione operativa delle azioni previste dal nuovo ciclo di prevenzione.