I militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Brescia hanno eseguito un’ordinanza che dispone il divieto temporaneo di esercitare attività professionali e imprenditoriali per dodici mesi nei confronti di due persone indagate nell’ambito di un’inchiesta su una presunta commercializzazione di crediti fiscali inesistenti in provincia di Brescia.
I protagonisti del provvedimento
Tra i destinatari del divieto figurano Marco Gamba, commercialista noto per aver svolto consulenze per il Brescia Calcio, e Andrea Piceni, indicato come intermediario. L’indagine coinvolge altresì altri tre indagati; per l’ex presidente del Brescia Calcio, Massimo Cellino, risulta invece richiesta di archiviazione.
La dinamica ricostruita dagli inquirenti
Secondo quanto ricostruito dalla Procura, la società sportiva avrebbe optato, in una fase di carenza di liquidità, per l’acquisto di crediti d’imposta tramite una società terza. Al 17 febbraio 2025 – data indicata come scadenza per il pagamento di stipendi e contributi – la società disponeva di fondi sufficienti per coprire gli stipendi dei mesi di novembre, dicembre e gennaio, ma non i contributi INPS e le ritenute IRPEF residue, per un importo complessivo di €1.439.000.
"I provvedimenti, emessi dal Tribunale del Riesame di Brescia e confermati dalla Corte di Cassazione a seguito del ricorso degli interessati, costituiscono l’epilogo di un’indagine che ha permesso di disvelare l’esistenza di un articolato schema fraudolento..."
Secondo la Procura, gli indagati si sarebbero avvalsi di società fittizie o inadempienti, gestite da prestanome, per generare crediti IVA inesistenti. Tali crediti sarebbero poi stati ceduti tramite una società «veicolo» e introdotti in compensazione da varie persone giuridiche, tra cui il Brescia Calcio SPA.
- Importo dei crediti fittizi generati: oltre €4.000.000;
- Operazioni di cessione realizzate per un valore indicativo di circa €2.000.000 contro un esborso di €1.500.000;
- Debiti contributivi specifici del club: €1.439.000 al 17 febbraio 2025.
| Voce | Importo |
|---|---|
| Crediti fiscali fittizi stimati | Oltre €4.000.000 |
| Valore dei crediti ceduti | Circa €2.000.000 |
| Esborso per l'acquisto | Circa €1.500.000 |
| Contributi INPS e IRPEF residui | €1.439.000 |
I provvedimenti, come sottolineato dagli inquirenti, rappresentano l’esito di attività di indagine tese a ricostruire uno schema che avrebbe consentito a diverse società di sfruttare crediti inesistenti per operazioni di compensazione fiscale.
Per la cittadinanza e per gli operatori economici locali la vicenda solleva questioni pratiche e reputazionali. Da un lato vi sono le ricadute amministrative e contabili sulle società coinvolte; dall’altro, la necessità per le imprese di verificare la regolarità delle operazioni di acquisto di crediti d’imposta e dei canali attraverso cui queste vengono intermediate.
Le attività degli organi giudiziari proseguiranno con le verifiche sulle singole posizioni, mentre per le società coinvolte restano le possibili conseguenze amministrative e fiscali qualora emergessero responsabilità. Per i tifosi e gli abitanti della provincia resta centrale l’esito delle indagini, sia per la stabilità economica del club sia per la trasparenza degli operatori sul territorio.