La Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Brescia ha dato esecuzione a un'ordinanza che dispone il divieto temporaneo di esercitare attività imprenditoriali o professionali per la durata di dodici mesi nei confronti di due soggetti residenti nel Bresciano: un commercialista e un imprenditore. Il provvedimento riguarda un'inchiesta coordinata dalla magistratura sulla commercializzazione di crediti fiscali inesistenti per un ammontare superiore a 4 milioni di euro.
La dinamica dell'indagine
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, gli indagati, insieme ad altri tre soggetti, avrebbero messo in piedi un articolato schema fraudolento basato sulla generazione e sulla cessione di crediti IVA fittizi. Le persone coinvolte avrebbero utilizzato società prive di consistenza economica e caratterizzate da inadempienze fiscali, spesso intestate a prestanome, per creare crediti inesistenti, poi ceduti tramite una società «veicolo» ad altri soggetti giuridici.
Il provvedimento dispone il divieto temporaneo di esercitare attività professionali e imprenditoriali per dodici mesi nei confronti di un commercialista e un imprenditore bresciani.
La misura restrittiva, emessa dal Tribunale del Riesame di Brescia, è stata confermata dalla Corte di Cassazione dopo il ricorso degli interessati. Nel corso dell'indagine sono emersi elementi che, sempre secondo l'autorità giudiziaria, dimostrerebbero la consapevolezza degli indagati circa l'inesistenza dei crediti e la natura fraudolenta delle operazioni, circostanza che li avrebbe indotti a non rivelare tali informazioni alle società acquirenti, incassando invece la provvigione per la conclusione degli affari.
Entità e destinatari delle cessioni
I crediti fittizi sarebbero stati ceduti, attraverso la società veicolo e con l'intermediazione dei due soggetti oggi destinatari dell'ordinanza, a diverse persone giuridiche. Tra queste figura, nella nota diffusa dalla Guardia di Finanza, la Brescia Calcio S.p.A., citata tra gli enti che avrebbero utilizzato tali crediti per il loro annullamento fiscale o contributivo.
| Elemento | Dato riportato |
|---|---|
| Durata del divieto | 12 mesi |
| Importo presunto dei crediti | oltre 4 milioni di euro |
| Soggetti destinatari del provvedimento | un commercialista e un imprenditore bresciani |
| Altri indagati | tre soggetti |
Conseguenze giudiziarie e amministrative
Il divieto di esercitare attività professionali o imprenditoriali è una misura che impatta direttamente sulla capacità degli interessati di operare sul mercato e nei rapporti con i clienti. L'esecuzione del provvedimento segna una fase significativa dell'indagine, la quale ha già visto precedenti attività di polizia giudiziaria, comprese perquisizioni eseguite nella provincia nel corso del 2025.
La vicenda sottolinea l'attenzione degli organi investigativi nei confronti di pratiche finalizzate all'utilizzo illegittimo di crediti fiscali — fenomeni che possono arrecare danni alle casse pubbliche e distorsioni nel mercato locale. Per le imprese e i professionisti del territorio è un richiamo alla necessità di adeguate verifiche e trasparenza nelle operazioni di acquisizione e utilizzo di crediti fiscali.
Impatto per il territorio
- Rischi reputazionali per soggetti e istituzioni coinvolte, incluse società citate nell'inchiesta.
- Possibili approfondimenti e verifiche fiscali per le società che hanno utilizzato i crediti.
- Significativo richiamo per imprese e professionisti sull'importanza della compliance fiscale.
Le indagini proseguono e, come previsto dal corso processuale, qualsiasi altra determinazione giudiziaria sarà comunicata ufficialmente dalle autorità competenti. La Guardia di Finanza continua il monitoraggio delle operazioni a rischio frode fiscale nella provincia di Brescia.