Operazione contro il traffico transfrontaliero di rifiuti
I Carabinieri Forestali del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale, Agroalimentare e Forestale (NIPAAF) di Milano, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Milano, hanno eseguito sei perquisizioni tra le province di Milano e Monza e Brianza nell'ambito di un'indagine sul traffico illecito di rifiuti verso l'Africa occidentale.
Le attività investigative sono scattate a seguito del sequestro di un container formalmente destinato al trasporto di generi alimentari ma, secondo gli inquirenti, caricato con materiali diversi e pericolosi. All'interno sono stati trovati decine di carcasse di motocicli, numerosi motori di autovetture non bonificati e rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE). Inoltre i militari hanno rinvenuto nove motocicli risultati provento di furto, in parte già smontati.
Ipotesi di reato e soggetti coinvolti
Al termine delle perquisizioni sono dieci le persone deferite all'Autorità giudiziaria. Le accuse, a vario titolo, contestate agli indagati comprendono la gestione illecita di rifiuti, la spedizione transfrontaliera non autorizzata e l'organizzazione di attività finalizzate al traffico illecito di rifiuti. Tra i soggetti attenzionati figurano cinque autodemolitori delle province di Milano e Monza e Brianza e un imprenditore di nazionalità senegalese, titolare di un'impresa individuale, ritenuto responsabile dell'organizzazione della spedizione verso il Senegal.
- Perquisizioni eseguite: 6
- Persone deferite: 10
- Motocicli provento di furto trovati: 9
Elementi che emergono dalle indagini
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il container era stato dichiarato in dogana come contenente prodotti alimentari per agevolarne l'esportazione, mentre in realtà era carico di materiale proveniente da demolizioni irregolari. I motori rinvenuti sono classificati come rifiuti pericolosi se non sottoposti a specifiche operazioni di bonifica, mentre i RAEE richiedono trattamenti differenziati per evitare danni ambientali e rischi per la salute pubblica.
L'indagine ha anche fatto emergere, nella versione accusatoria, un presunto sistema di gestione irregolare dei rifiuti riconducibile a una società di autodemolizione della provincia di Monza e Brianza che, benché formalmente autorizzata al trattamento dei veicoli fuori uso, sarebbe stata coinvolta in attività illecite e nella cessione di materiale non conforme alla normativa.
| Voce | Dato |
|---|---|
| Perquisizioni | 6 |
| Indagati | 10 |
| Motocicli provento di furto | 9 |
Impatto locale e aspetti pratici
Per i residenti della provincia la vicenda solleva interrogativi su sicurezza, tutela ambientale e legalità delle attività connesse alla demolizione dei veicoli. Le verifiche sulle autorizzazioni e sulle procedure di smaltimento sono elementi chiave per evitare che rifiuti pericolosi escano dal circuito di controllo e siano inviati all'estero senza le necessarie prescrizioni.
Le autorità procedono ora con gli accertamenti documentali e operativi per chiarire responsabilità e modalità dell'illecito. Eventuali sequestri di materiale e veicoli potrebbero comportare procedure di bonifica e ulteriori risvolti giudiziari per gli operatori coinvolti.
Ulteriori aggiornamenti saranno resi noti dalle forze dell'ordine e dalla Procura di Milano man mano che l'attività investigativa proseguirà.