La disputa istituzionale sul futuro dei presidi materno‑infantili del Senese
Il futuro dei punti nascita di Campostaggia (Poggibonsi) e di Nottola (Montepulciano) è tornato a essere oggetto di un forte confronto tra le istituzioni territoriali e il Ministero della Salute. La decisione del Comitato nazionale per il percorso nascita di non concedere le deroghe richieste ha innescato la reazione della Regione Toscana e dell'Asl Toscana sud est, che rivendicano la necessità di valutare il quadro nella sua complessità, non limitandosi ai soli volumi di parti.
Dal tavolo regionale arriva la richiesta di considerare elementi che riguardano direttamente la sicurezza e la fruibilità delle cure per le famiglie: la qualità dell’assistenza, la tenuta dei percorsi di emergenza e la distanza dai punti nascita alternativi. In particolare il Comune di Montepulciano ha portato all’attenzione dei decisori un dato che pesa nelle valutazioni organizzative: sono oltre 200 i bambini nati da famiglie residenti in zone per le quali il trasferimento verso un altro presidio comporterebbe spostamenti superiori a un'ora.
"I volumi di attività sono un elemento importante, ma non possono essere l’unico criterio per decisioni che incidono sulla vita delle persone e sul futuro dei territori"
La posizione ufficiale regionale, richiamata dai vertici di Firenze, sottolinea la necessità di un equilibrio tra la sicurezza delle cure e il diritto alla prossimità dei servizi. Il presidente della Regione e l’assessora alla salute hanno ribadito l’impegno a sostenere la rete materno‑infantile della Toscana sud est e a proseguire il confronto con il Ministero per tutelare gli interessi delle comunità della Valdelsa e della Valdichiana.
Sul tavolo è stata messa anche una proposta organizzativa che prende a modello il sistema Hub & Spoke: i grandi centri si occuperebbero dei casi più complessi, lasciando ai presidi territoriali la gestione delle gravidanze a basso rischio. La Asl Toscana sud est ha evidenziato come negli ultimi anni sia stato costruito un sistema integrato di professionisti e strutture, che giustifica la richiesta di una valutazione più ampia rispetto ai numeri puri.
- Campostaggia e Nottola sono i nodi centrali della disputa.
- Il Comitato nazionale ha respinto le richieste di deroga presentate per i due punti nascita.
- Regione e Asl chiedono che si valutino anche qualità dell'assistenza, percorsi di sicurezza e distanza dai servizi alternativi.
Per le comunità locali la posta in gioco è concreta: la chiusura o la riduzione di attività dei punti nascita comporterebbe per molte famiglie l’allungamento dei tempi di spostamento in caso di necessità ostetrica e ostacolerebbe il mantenimento di servizi sanitari essenziali in territori già caratterizzati da bassa densità di popolazione e infrastrutture viarie talvolta complesse.
Nei prossimi giorni è atteso un proseguimento del confronto istituzionale tra Regione, Asl e Ministero. La trattativa dovrà bilanciare requisiti di sicurezza clinica consolidati a livello nazionale con le esigenze di accesso e prossimità che emergono dalle realtà locali della provincia di Siena.
| Elemento | Situazione |
|---|---|
| Punti nascita coinvolti | Campostaggia (Poggibonsi), Nottola (Montepulciano) |
| Decisione iniziale | Parere negativo del Comitato percorso nascita per le deroghe |
| Richiesta Regione/Asl | Valutazione che includa qualità assistenziale, sicurezza dei percorsi e distanza |
La questione non è solo tecnica: investe la programmazione dei servizi sanitari sul territorio e la fiducia delle comunità nella loro capacità di garantire cure vicine e tempestive. Per i residenti della Valdelsa e della Valdichiana, l’esito del confronto determinerà le condizioni di accesso alla nascita, un momento sensibile per famiglie e operatori sanitari.