Commercio in calo e conseguenze locali
Ravenna sta vivendo una fase di contrazione dell'offerta commerciale che, secondo le rilevazioni locali, si è tradotta in una perdita considerevole di esercizi: 428 attività chiuse nella sola città tra il 2019 e il 2025. Il fenomeno, segnalato dall'osservatorio di Confesercenti e analizzato dall'ufficio studi di Confcommercio, si inserisce in un quadro nazionale di forte riduzione dei negozi urbani, ma assume contorni particolarmente critici sul territorio ravennate.
Dati e proiezioni
I numeri messi a sistema dalle associazioni di categoria evidenziano una contrazione anche nella provincia: dal 2019 al 2025 sono scomparse 931 attività commerciali al dettaglio, una riduzione pari al 21,5%. Per la sola città di Ravenna la perdita è pari al 24,2%. Secondo l'analisi nazionale citata, tra il 2012 e il 2025 la città ha registrato un calo del 28,9% delle imprese commerciali e, senza interventi, Confcommercio Ravenna stima un'ulteriore flessione che potrebbe raggiungere il 30,9% entro il 2035.
| Periodo | Ambito | Perdita attività | Percentuale |
|---|---|---|---|
| 2019–2025 | Provincia di Ravenna | 931 | 21,5% |
| 2019–2025 | Città di Ravenna | 428 | 24,2% |
| 2012–2025 | Città di Ravenna | — | 28,9% |
Cause e impatto sociale
Le associazioni individuano tra le cause principali la concorrenza del commercio online e i cambiamenti nelle scelte urbanistiche e di mobilità. La diminuzione degli esercizi colpisce in modo più evidente i centri storici e le frazioni: la chiusura dell'ultimo forno, dell'ultimo alimentari o dell'unico punto vendita di giornali in un paese o quartiere può trasformarsi in perdita di un presidio di vicinato con ricadute concrete sulla vita quotidiana, specialmente per le persone anziane.
- Riduzione dei servizi di prossimità e maggiori difficoltà per chi non usa l'auto.
- Rischio di aumento del degrado urbano e problemi di sicurezza nelle aree dove si spengono le vetrine.
- Effetto negativo sulle relazioni sociali e sulla qualità della vita nelle frazioni.
Allarme delle associazioni e richieste all'amministrazione
Le associazioni di categoria hanno richiamato l'attenzione dell'Amministrazione comunale sulla necessità di disciplinare l'offerta commerciale nei centri storici e di mettere in campo misure per il riutilizzo dei locali sfitti, con un approccio che coniughi sviluppo economico e pianificazione urbanistica. Il presidente di Confcommercio Ravenna, Mauro Mambelli, ha sintetizzato il rischio con parole dure:
«Dove si spengono le vetrine, avanzano degrado e insicurezza, anche in pieno centro. Le vicende di cronaca avvenute nell’area della stazione e in zona Duomo a Ravenna ne sono un chiaro esempio».
Scenari e possibili azioni
Le proiezioni sulla possibile perdita del 30,9% dei negozi entro il 2035 collocano Ravenna tra le città maggiormente a rischio in Italia. Per arginare la tendenza le soluzioni indicate dalle associazioni includono interventi sul fronte fiscale, incentivi alla riapertura e alla diversificazione delle attività, programmi di rigenerazione urbana per restituire attrattività ai centri e azioni di sostegno al commercio di prossimità. Il successo di eventuali iniziative dipenderà dalla capacità dell'amministrazione e degli attori economici locali di coordinare politiche concrete e misure a breve termine per fermare la fuga dei negozi.
Nel frattempo, il progressivo calo degli esercizi commerciali impone ai cittadini e alle istituzioni una riflessione sulle conseguenze pratiche a portata di mano: mobilità, accesso ai servizi, sicurezza e coesione sociale nei quartieri.