Intesa per incrementare l'offerta di edilizia pubblica a Quiliano
Il Comune di Quiliano, l'ente regionale A.R.T.E. e il sindacato SUNIA hanno raggiunto un accordo per la pubblicazione di un nuovo bando destinato all'assegnazione di alloggi di edilizia popolare. L'intesa punta a utilizzare sia immobili già ristrutturati sia unità che richiedono interventi minori, estendendo l'offerta abitativa a famiglie con redditi non sufficienti ad accedere al mercato privato.
Secondo quanto comunicato dalle parti coinvolte, il bando prevede due percorsi principali: da un lato l'assegnazione di alloggi completamente ristrutturati; dall'altro la possibilità di consegnare immobili adeguati sotto il profilo della sicurezza ma da completare con lavori di modesta entità che saranno effettuati dall'assegnatario.
- Gli alloggi ristrutturati saranno consegnati pronti all'uso.
- Per gli alloggi che necessitano di interventi minori, le spese saranno a carico dell'assegnatario, che però otterrà un rimborso parziale e una riduzione del canone.
- Il Comune parteciperà al finanziamento dell'iniziativa mediante una delibera che sarà presentata in Consiglio Comunale.
"In provincia di Savona sono oltre 700 gli alloggi di edilizia pubblica vuoti, che da soli potrebbero soddisfare gran parte delle richieste abitative: ma non sono assegnati perché da ristrutturare"
La cifra indicata mette in evidenza un paradosso amministrativo: un consistente patrimonio immobiliare pubblico inutilizzato per mancanza di risorse per la riqualificazione, mentre aumentano le famiglie in cerca di alloggi a canoni sostenibili. A titolo esemplificativo, il recente bando per le case popolari di Carcare ha registrato un numero di richieste pari a circa dieci volte il numero di alloggi disponibili, e l'iniziativa di Quiliano mira anche a rispondere a fenomeni simili in altre aree della provincia.
Il modello proposto — definito autorecupero — è presentato dalle parti come soluzione compatibile con i diritti di chi ha titolo ad una casa senza dover sostenere spese: l'obiettivo è ampliare l'offerta per una fascia di popolazione che dispone di un lavoro ma non può permettersi gli affitti del mercato privato. L'iniziativa dovrebbe quindi favorire l'accesso all'abitazione per nuclei in difficoltà, riducendo al contempo il numero di immobili sfitti gestiti da A.R.T.E.
| Voce | Dato riportato |
|---|---|
| Alloggi pubblici vuoti in provincia | oltre 700 |
| Domanda vs offerta (esempio Carcare) | 10 volte |
Per i potenziali assegnatari è importante osservare che, per gli alloggi che richiedono lavori, la formula prevede il rimborso parziale delle spese sostenute e una riduzione del canone di affitto. Non sono stati resi noti i criteri tecnici per la quantificazione dei rimborsi né le percentuali di riduzione del canone: tali dettagli dovrebbero emergere con il testo definitivo del bando e con la delibera comunale di cui il sindaco ha annunciato la presentazione in Consiglio.
Dal punto di vista pratico, la procedura annunciata richiederà coordinamento tra gli uffici comunali, A.R.T.E. e gli enti di rappresentanza degli inquilini per definire priorità, requisiti di accesso e modalità di controllo dei lavori di autorecupero. La misura potrebbe anche alleggerire la pressione su altri bandi locali, dove la domanda ha superato di molto l'offerta disponibile.
Resta da verificare nei prossimi giorni il calendario del bando, i criteri di selezione e le eventuali risorse regionali o comunali che andranno a integrare il finanziamento delle opere. Per le famiglie interessate, l'apertura della procedura rappresenta comunque un'opportunità concreta per accedere a un alloggio pubblico, anche attraverso l'impegno diretto nella ristrutturazione con garanzie e incentivi economici.