I dati sulle cessazioni aziendali diffusi dalla Camera di Commercio Riviere di Liguria nei primi mesi dell'anno confermano, secondo la Ugl provinciale, un andamento negativo per le imprese della provincia di Savona: a pagarne il prezzo è soprattutto il commercio di vicinato, ritenuto dal sindacato «spina dorsale» dell'economia locale.
Un quadro allarmante per occupazione e vivibilità
Il segretario provinciale dell'Ugl, Dario Cigliutti, parla di una «emorragia di imprese» che segnala una «progressiva desertificazione economica e sociale» delle città e dei comuni dell'entroterra. Secondo la nota sindacale, alle cifre del saldo negativo corrispondono conseguenze concrete: perdita di posti di lavoro, precarizzazione delle famiglie e riduzione della servizi nei quartieri.
"Ogni serranda che si abbassa definitivamente non rappresenta soltanto la fine di un’attività d’impresa, ma la perdita irrecuperabile di posti di lavoro, la precarizzazione di decine di famiglie e lo spegnimento della vivibilità dei nostri quartieri"
Il quadro evocato dall'Ugl descrive una realtà che interessa tanto i centri urbani quanto i paesi dell'entroterra: il rischio è che, senza interventi mirati, le aree commerciali perdano progressivamente attrattività con effetti a catena sull'occupazione e sui servizi di prossimità.
Le cause segnalate e le richieste del sindacato
Tra le cause indicate dall'organizzazione sindacale figurano:
- aumento dei costi operativi per le piccole attività;
- calo dei consumi sul territorio;
- pressione della grande distribuzione e dell'e-commerce.
Per contrastare questi fenomeni l'Ugl chiede un intervento immediato da parte delle istituzioni locali e regionali. Tra le proposte indicate nella nota si segnalano la convocazione di un tavolo istituzionale e l'attivazione di misure strutturali quali:
- incentivi fiscali mirati per le imprese che restano operative;
- un piano straordinario per il sostegno all'occupazione;
- politiche economiche finalizzate al rilancio dei consumi e alla valorizzazione del tessuto commerciale locale.
| Problema | Effetto | Richiesta Ugl |
|---|---|---|
| Chiusure aziendali | Perdita posti di lavoro, servizi ridotti | Tavolo istituzionale; incentivi |
| Costi operativi e calo consumi | Precarizzazione famiglie | Piani di sostegno occupazionale |
Impatto locale e scenari
La denuncia dell'Ugl solleva interrogativi pratici per amministrazioni comunali, categorie professionali e cittadini. La perdita di attività commerciali di vicinato influisce sulla vita quotidiana: minor accesso a servizi di prossimità, rischi di desertificazione dei centri storici e minore presidio sociale dei quartieri. Per le famiglie che dipendono da questi lavori, la contrazione del mercato significa in molti casi un innalzamento del rischio economico.
Sullo sfondo resta la necessità di politiche coordinate tra livelli istituzionali: le richieste sindacali puntano a combinare misure di natura fiscale con interventi sul mercato del lavoro e azioni per sostenere la domanda interna. L'esito della richiesta di un tavolo istituzionale sarà determinante per capire se e come le proposte verranno tradotte in misure concrete.
Per ora rimane l'allarme lanciato dall'Ugl: se non si interviene in modo tempestivo e strutturale, scrive il sindacato, la provincia rischia di avviarsi verso una trasformazione «in un territorio dormitorio privo di servizi».
Rimangono aperte le questioni operative: quali strumenti concreti metteranno in campo enti locali e Regione e come verranno coinvolte le associazioni di categoria per sostenere le imprese che resistono. La situazione sarà da monitorare nelle prossime settimane, anche alla luce dei dati ufficiali della Camera di Commercio che hanno fatto scattare l'allarme.