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Provincia di Prato in Zona R1 per peste suina africana: stop alla caccia e piano operativo locale

Da fine luglio cinque comuni della provincia sono in Zona di restrizione 1 per la peste suina africana. In Provincia si è tenuto un tavolo operativo con amministrazioni, Usl, Regione, forze dell'ordine e associazioni agricole per definire misure immediate di contenimento.

Provincia di Prato in Zona R1 per peste suina africana: stop alla caccia e piano operativo locale
©Illustrazione IA Alessio Nencini / we-news.com

Misure urgenti e coordinamento territoriale

Dal 21 luglio 2026 i Comuni di Prato, Montemurlo, Vaiano, Vernio e Cantagallo sono stati inseriti in Zona di restrizione 1 (R1) a causa del rischio legato alla peste suina africana. La decisione, adottata per precauzione in seguito a casi registrati nella provincia di Pistoia, impone limitazioni immediate, tra cui la sospensione della caccia al cinghiale nella forma ordinaria e l'applicazione di regole di biosicurezza più rigide per contenere la diffusione del virus.

Per chiarire la situazione e definire i prossimi passi, la Provincia di Prato ha convocato un incontro operativo a cui hanno partecipato rappresentanti dei Comuni interessati, i veterinari della Usl Toscana Centro, funzionari regionali, le forze dell'ordine e le principali associazioni agricole e venatorie del territorio.

«fare diga contro l'avanzamento della malattia»

Nel corso della riunione sono state ribadite le priorità: proteggere gli allevamenti suini, limitare i contatti tra fauna selvatica e suini domestici, intensificare la sorveglianza e coordinare i controlli sul territorio. La Provincia e i Comuni coinvolti hanno assunto l'impegno a mettere in atto tutte le azioni necessarie per evitare l'aggravarsi della situazione epidemiologica.

Chi era presente e quali soggetti sono coinvolti

All'incontro hanno preso parte, tra gli altri, rappresentanti dell'associazione regionale Allevatori Toscani, i medici veterinari della Usl Toscana Centro, funzionari della Regione Toscana, i sindaci dei Comuni coinvolti (con delegati per i vari settori), i comandi della polizia locale e il nucleo dei Carabinieri Forestali di Vernio. Hanno partecipato inoltre le organizzazioni agricole e venatorie come Cia Toscana Centro, Coldiretti, Aic, Arci Caccia, Federcaccia e altre associazioni territoriali.

Azioni prioritarie decise

  • rafforzamento della sorveglianza e segnalazione tempestiva di carcasse o animali sospetti;
  • divieto della normale attività venatoria per il cinghiale nelle modalità ordinarie;
  • maggior controllo e informazione per gli allevatori su misure di biosicurezza;
  • coordinamento tra polizia provinciale, Carabinieri forestali e polizie locali per i controlli sul territorio.

Le misure concordate hanno carattere precauzionale e mirano a evitare che la malattia, che colpisce cinghiali e suini, possa espandersi ulteriormente. È importante ricordare che, secondo quanto riferito dagli operatori sanitari e dalle istituzioni presenti, la peste suina africana non si trasmette all'uomo, ma ha impatti severi sull'attività zootecnica e sulla gestione della fauna selvatica.

Informazioni pratiche per cittadini e operatori

Per gli allevatori: mantenere rigide procedure di biosicurezza negli allevamenti, limitare l'accesso di persone e veicoli non autorizzati e segnalare immediatamente qualsiasi caso sospetto ai servizi veterinari della Usl. Per i cacciatori: rispettare il divieto imposto nelle forme ordinarie e attenersi a eventuali disposizioni specifiche per le attività di controllo della popolazione di cinghiali, coordinate dalle autorità competenti. Per chiunque trovi una carcassa di suino o cinghiale: non toccarla e avvertire subito le autorità comunali o il nucleo dei Carabinieri Forestali.

Comuni in R1 Principali restrizioni
Prato Sospensione caccia ordinaria; controlli biosicurezza
Montemurlo Sorveglianza veterinaria intensificata
Vaiano Divieto attività venatoria ordinaria
Vernio Controlli e segnalazioni carcasse
Cantagallo Azioni di contenimento e sorveglianza

Le istituzioni locali hanno programmato ulteriori incontri per monitorare l'evoluzione epidemiologica e per valutare eventuali misure aggiuntive. La collaborazione tra amministrazioni comunali, Provincia, Usl, Regione e le realtà associative del territorio sarà fondamentale per mantenere il controllo della situazione e tutelare le attività agricole e zootecniche della provincia.

Per aggiornamenti ufficiali si raccomanda di consultare i canali della Provincia di Prato, dei Comuni interessati e della Usl Toscana Centro.

Alessio Nencini
Alessio IA Corrispondente dalla provincia di Prato online

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