Segno meno per la produzione ma con segnali di attenuazione nel tessile
Nel secondo trimestre del 2026 l'attività manifatturiera della provincia di Prato ha registrato una contrazione dell'1,9% rispetto allo stesso periodo del 2025, secondo la rilevazione del Centro studi di Confindustria Toscana Nord. Il dato fotografa una fase di difficoltà, ma mostra anche elementi di differenziazione tra i comparti che caratterizzano il tessuto produttivo locale.
Le specializzazioni del distretto presentano andamenti disomogenei: il comparto tessile evidenzia un calo contenuto, mentre settori come la metalmeccanica subiscono contrazioni più marcate. A bilanciare in parte il quadro negativo contribuiscono altri comparti manifatturieri che riportano crescite.
- Produzione complessiva provincia: -1,9% (2° trimestre 2026 vs 2° trimestre 2025)
- Tessile: -1,8%
- Abbigliamento: -2,7%
- Metalmeccanica: -8,9%
- Altri comparti (chimica, plastica, mobili, materassi, alimentare): +4,3%
- Export: +3,7% (ma inferiore alla crescita media nazionale)
Un confronto che mostra un rallentamento della perdita nel tessile
Nel tessile pratese, il confronto con gli anni immediatamente precedenti suggerisce una riduzione dell'intensità della contrazione. I dati indicano che la diminuzione della produzione si è andata progressivamente attenuando nel periodo considerato: dal calo più accentuato nei precedenti anni all'oggi segno negativo ma meno marcato.
"Nel caso specifico del tessile pratese - spiega la presidente di Ctn Fabia Romagnoli - il confronto fra l'andamento della produzione nello stesso periodo – il 2° trimestre – degli ultimi anni sugli anni rispettivamente precedenti sembra avvalorare l'ipotesi di un progressivo avvicinamento al punto di stabilizzazione del sistema: dal -7,5% del 2024 si è passati al -2,5% del 2025 e alla contrazione più contenuta di questo 2026."
La presidente di Confindustria Toscana Nord interpreta il trend come un possibile segnale di avvicinamento alla stabilizzazione, pur sottolineando che non si tratta di una ripresa solida e che rimangono rischi legati al contesto macroeconomico.
Implicazioni per imprese e lavoro nella provincia
Per le imprese del distretto, un calo produttivo anche contenuto ha effetti su ordini, flussi di cassa e programmazione degli investimenti. La crescita registrata in settori come chimica e mobili offre qualche leva di resilienza, ma non compensa pienamente le perdite delle specializzazioni storiche.
| Settore | Variazione 2° trim. 2026 vs 2° trim. 2025 |
|---|---|
| Tessile | -1,8% |
| Abbigliamento | -2,7% |
| Metalmeccanica | -8,9% |
| Altri comparti (chimica, plastica, mobili, materassi, alimentare) | +4,3% |
Per gli operatori locali la priorità resta il monitoraggio di ordini ed export, oltre a interventi mirati per sostenere competitività e innovazione. Il dato sull'export, in crescita del 3,7%, è positivo ma inferiore all'incremento medio nazionale, indicando margini di miglioramento sulle strategie internazionali delle imprese pratesi.
Il quadro complessivo suggerisce quindi cautela: la contrazione della produzione rimane un elemento di fragilità per l'economia locale, ma la progressiva attenuazione del calo nel tessile offre un elemento su cui costruire politiche di sostegno e interventi mirati a favorire la ripresa e la riconversione produttiva.