Un protocollo per ripensare gli appalti e favorire l'inclusione
La Provincia di Perugia ha sottoscritto un Protocollo d'Intesa con l'Osservatorio regionale Appalti e Accreditamenti, organismo paritetico formato da associazioni d'impresa sociale e sindacati, per definire un nuovo approccio agli appalti pubblici nel settore dei servizi alla persona. L'accordo, presentato come prima esperienza di questo tipo in Italia, si colloca nell'attuazione della legge regionale 2 del 2024, che ha posto l'accento sulla qualità del lavoro e dei servizi.
“Gli appalti pubblici non devono più essere governati dalla logica del massimo ribasso, che troppo spesso ha prodotto precarietà, compressione dei diritti dei lavoratori e riduzione della qualità dei servizi, ma devono diventare strumenti capaci di generare valore sociale, tutelare il lavoro e migliorare le prestazioni offerte ai cittadini”
Il Protocollo indica una serie di impegni concreti per la Provincia nel ruolo di amministrazione aggiudicatrice e di centrale di committenza per i piccoli Comuni: privilegiare criteri qualitativi nelle gare, assicurare l'applicazione dei contratti collettivi nazionali, favorire la continuità occupazionale nei passaggi di gestione e valorizzare le professionalità del settore.
Valorizzazione dei contratti riservati e inclusione lavorativa
Un punto centrale dell'accordo è la promozione dei contratti riservati per soggetti che realizzano percorsi di inserimento lavorativo di persone con disabilità o in condizione di svantaggio. La misura punta a trasformare gli appalti in uno strumento non solo economico, ma anche sociale, con ricadute sulla qualità dei servizi offerti ai cittadini e sulla tenuta occupazionale degli operatori locali.
- Programmazione: la Provincia si impegna a pianificare gare che incorporino criteri sociali.
- Qualità progettuale: maggiore peso alla capacità progettuale e ai risultati sociali.
- Tutela del lavoro: garanzie sulla corretta applicazione dei contratti collettivi e sulla continuità occupazionale.
Per le organizzazioni firmatarie dell'Osservatorio — tra cui Agci imprese sociali, Legacoopsociali, Federsolidarietà e le rappresentanze sindacali — il Protocollo costituisce un riferimento per diffondere pratiche di gara che contrastino il dumping sociale e migliorino la qualità dei servizi alla persona sul territorio provinciale.
Impatto sul territorio e prospettive pratiche
Per i Comuni della provincia di Perugia, e in particolare per i piccoli centri che si affidano alla centrale di committenza provinciale, il Protocollo può tradursi in gare impostate su criteri che favoriscono imprese sociali e cooperative che dimostrino percorsi di inclusione lavorativa. Questo dovrebbe avere effetti multipli: stabilità per i lavoratori del settore, migliori standard nei servizi domiciliari e residenziali, e maggiori opportunità di inserimento professionale per persone fragili.
| Area | Misura prevista |
|---|---|
| Affidamenti | Maggiore peso ai criteri qualitativi nelle gare |
| Occupazione | Tutela della continuità occupazionale nei cambi di gestione |
| Inclusione | Promozione di contratti riservati per l'inserimento lavorativo |
Resta essenziale la fase attuativa: l'efficacia del Protocollo dipenderà dalla capacità della Provincia di tradurre i principi in bandi e capitolati concreti, nonché dal monitoraggio e dalla collaborazione con le organizzazioni del territorio. Per gli enti locali e gli operatori sociali interessati, la novità offre uno strumento normativo e operativo per ripensare l'approvvigionamento dei servizi alla persona in chiave sociale.
Sul piano nazionale l'intesa potrà rappresentare un modello replicabile se dimostrerà di produrre risultati tangibili in termini di qualità, occupazione e inclusione. A livello locale, invece, l'adozione pratica delle linee guida sarà il banco di prova per valutare l'impatto sulle comunità e sui lavoratori coinvolti.