Un'infrastruttura per la nautica d'altura
Il Consorzio industriale provinciale di Sassari ha avviato una procedura di indagine di mercato per acquisire un bacino di carenaggio galleggiante destinato al porto industriale di Porto Torres. L'obiettivo è creare un Distretto della diportistica del Nord Ovest Sardegna, specializzato in lavori di refit e manutenzione straordinaria su barche da diporto, comprese quelle di grandi dimensioni attualmente impossibili da trattare nell'Isola.
Il programma rientra nelle azioni di riconversione del waterfront dello scalo turritano, con l'intento di integrare il progetto all'interno del più ampio quadro previsto dal Prri e dal Documento strategico del Nord Ovest della Sardegna. Il Consorzio stima un investimento complessivo di 22 milioni di euro e prevede di collocare il nuovo polo nel molo di Levante.
Caratteristiche tecniche richieste
Nel bando si richiede che il bacino sia già realizzato e non impiegato, con specifiche pensate per supportare imbarcazioni di grande stazza. I parametri indicati nella documentazione sono i seguenti:
- Capacità di sollevamento: circa 10.000 tonnellate;
- Lunghezza: massima 160 metri (si valuta anche platea da 140 metri);
- Larghezza: tra 25 e 30 metri;
- Pescaggio: fino a 13 metri.
Si tratta di dimensioni che consentirebbero di effettuare operazioni di manutenzione straordinaria e refit oggi non eseguibili in Sardegna, evitando così lo spostamento di imbarcazioni verso cantieri esterni all'Isola.
Impatto sulla filiera e ruolo complementare
Il progetto è presentato come complementare alle infrastrutture nautiche già presenti nel Nord Sardegna — dalla Costa Smeralda a Olbia fino ad Alghero — e non in concorrenza con esse. L'intento del Consorzio è offrire servizi industriali e specializzati di alta capacità, rivolti a interventi particolari di refit e manutenzione che richiedono strutture e attrezzature specifiche.
| Voce | Valore richiesto |
|---|---|
| Investimento stimato | 22 milioni di euro |
| Capacità sollevamento | ~10.000 tonnellate |
| Lunghezza | fino a 160 m (platea 140–160 m) |
| Larghezza | 25–30 m |
| Pescaggio | max 13 m |
Conseguenze pratiche per il territorio
Per Porto Torres e per la provincia di Sassari, la realizzazione del bacino potrebbe tradursi in effetti concreti: incremento di attività cantieristiche, ritorni occupazionali nelle lavorazioni specializzate, e consolidamento di una filiera tecnica locale capace di attrarre commesse che oggi escono dall'Isola. Inoltre il posizionamento nel molo di Levante rafforza la vocazione del waterfront verso una riconversione produttiva e non esclusivamente logistica.
La procedura di indagine resta aperta agli operatori che dispongano di un bacino già costruito e non utilizzato, compatibile con i requisiti tecnici previsti. Nei prossimi mesi sarà quindi possibile valutare offerte e piani industriali che specifichino modalità di impiego e ricadute operative sul territorio.
Il passo successivo sarà il confronto tra gli attori locali, gli operatori del settore e il Consorzio per definire tempi, modalità di attuazione e l'integrazione del nuovo polo con le altre realtà nautiche del Nord Sardegna.