Ritardi infrastrutturali e domanda di accelerazione
La previsione di vedere l'Alta Velocità arrivare fino a Padova solo tra dieci anni o più è stata definita inaccettabile da Confindustria Veneto Est durante il forum "Infrastrutture. Reti e territorio a Nordest. Le connessioni strategiche per il Paese", ospitato oggi in città. Le parole pronunciate dal vicepresidente dell'associazione evidenziano con chiarezza come i ritardi sulle opere ferroviarie pesino sulla competitività del territorio e sull'efficacia delle reti logistiche regionali.
Alla base della sollecitazione c'è la considerazione che la linea AV/AC Milano–Venezia sia un asse strategico non solo per l'Italia ma anche per il sistema europeo del trasporto merci e passeggeri. Secondo Confindustria Veneto Est, i ritardi accumulati hanno prodotto costi economici importanti e hanno diminuito l'attrattività e la capacità di export del Nord-Est.
"La previsione di completare l'Alta Velocità fino a Padova tra dieci anni o anche oltre è inaccettabile, del tutto inconciliabile con la velocità della competizione e dei mercati"
Impatto sul territorio e richieste concrete
Nel corso dell'incontro è stato sottolineato come la recente decisione di Rete Ferroviaria Italiana, condivisa con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, sulla soluzione tecnica per l'attraversamento di Vicenza rappresenti un punto di svolta utile a rimuovere alcune delle principali incertezze progettuali e finanziarie che ostacolano l'estensione dell'opera fino a Padova.
Da Confindustria Veneto Est arriva un appello a istituzioni e imprese per tradurre la convergenza politica di queste ore in un'azione unitaria e rapida. L'associazione chiede in particolare una iniziativa congiunta con il Ministero e il Gruppo FS per ottenere un'accelerazione concreta su tre fronti:
- definizione e semplificazione dei progetti esecutivi;
- tempi certi di realizzazione;
- stanziamento adeguato di risorse finanziarie.
Le ragioni dell'urgenza
Durante l'intervento è stato ricordato il ruolo economico del Nord-Est nel sistema nazionale: le regioni del Veneto, Emilia-Romagna e Friuli-Venezia Giulia contribuiscono in modo significativo all'export italiano. Secondo i dati citati oggi, l'area raggiunge 184,6 miliardi di esportazioni, pari a quasi il 30% delle vendite all'estero del Paese, valori che, per Confindustria Veneto Est, potrebbero aumentare ulteriormente se si investisse nella logistica e nelle grandi infrastrutture.
| Voce | Valore |
|---|---|
| Export Nord-Est | 184,6 miliardi |
| Quota export nazionale | ~30% |
Conseguenze per Padova
Per la città e la provincia di Padova il prolungarsi dei tempi di realizzazione significa effetti concreti: rallentamenti nella mobilità dei pendolari e dei lavoratori, minore efficienza della logistica per le imprese locali e potenziali difficoltà nel rafforzare attrattività e investimenti esterni. Le richieste avanzate oggi rappresentano quindi una sollecitazione diretta alle autorità locali e centrali affinché la programmazione si traduca rapidamente in atti operativi e finanziamenti certi.
Resta da vedere se la convergenza istituzionale citata dal mondo imprenditoriale si trasformerà in tempi di cantiere più rapidi e in decisioni vincolanti sul piano finanziario. Nei prossimi mesi la città di Padova e le imprese del territorio seguiranno con attenzione gli sviluppi delle interlocuzioni tra Regioni, Ministero, RFI e Gruppo FS.