Operazione durante un colloquio: lo sbarco della droga bloccato
Martedì 21 luglio la Polizia Penitenziaria in servizio presso l'istituto penitenziario di Matera ha scoperto e impedito l'introduzione di un ingente quantitativo di sostanze stupefacenti. La persona fermata è una donna, moglie di un detenuto ristretto nella struttura cittadina, che è stata deferita all'Autorità giudiziaria.
La segnalazione dell'episodio è stata resa nota dal SAPPE, il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria: secondo quanto riferito, l'intervento degli agenti ha evitato che la sostanza entrasse nel carcere e potenzialmente alimentasse traffici illeciti all'interno dell'istituto.
Le richieste sindacali e le criticità dell'istituto
Nel commentare l'azione, Saverio Brienza, segretario nazionale per la Basilicata del SAPPE, ha definito il fenomeno «ormai ricorrente», sottolineando che la grave carenza di organico penalizza la struttura e determina un abbassamento dei livelli di sicurezza. Pur con tali difficoltà, il sindacato ha evidenziato la professionalità e il senso di responsabilità del personale, che hanno consentito di ottenere «risultati di assoluto rilievo».
«Purtroppo si tratta di un fenomeno ormai ricorrente», ha detto Saverio Brienza.
Il sindacato rinnova l'appello all'Amministrazione penitenziaria affinché venga effettuato un potenziamento degli organici e vengano impiegate tecnologie moderne per il controllo e la prevenzione. Tra le richieste specifiche è indicata l'istituzione di una Unità cinofila della Polizia Penitenziaria in Basilicata, ritenuta uno strumento indispensabile per contrastare con maggiore efficacia il traffico di droga nelle carceri regionali.
Il punto di vista della dirigenza nazionale del SAPPE
Anche il segretario generale del SAPPE, Donato Capece, ha voluto esprimere apprezzamento per il personale impegnato nell'operazione, definendo l'intervento come conferma dell'«altissimo livello di professionalità e di dedizione» degli agenti. Capece ha rivolto un ringraziamento al personale per aver evitato un episodio in grado di compromettere l'ordine e la sicurezza dell'istituto.
«A loro va il ringraziamento del SAPPE per aver impedito un grave episodio che avrebbe potuto compromettere l'ordine e la sicurezza dell'istituto», ha dichiarato Donato Capece.
Impatto locale e prospettive
Per la comunità di Matera l'episodio riporta all'attenzione il tema della sicurezza all'interno del carcere cittadino e le ripercussioni sul territorio: l'immissione di stupefacenti in carcere non riguarda solo l'ordine interno, ma può avere ricadute sulla criminalità esterna e sulle famiglie. Le richieste sindacali indicano percorsi precisi (rafforzamento degli organici, strumenti tecnologici, unità cinofile) che, se attuate, potrebbero innalzare i livelli di controllo e prevenzione.
- Data dell'episodio: 21 luglio 2026
- Luogo: istituto penitenziario di Matera
- Coinvolti: una donna (congiunta di un detenuto), Polizia Penitenziaria, SAPPE
| Attore | Ruolo |
|---|---|
| Polizia Penitenziaria | Ha sventato il tentativo e deferito la donna |
| SAPPE (Brienza, Capece) | Ha denunciato la ricorrenza del fenomeno e richiesto potenziamenti |
Resta ora da vedere se l'episodio porterà a interventi concreti sul piano amministrativo e operativo per rafforzare la sicurezza dell'istituto di Matera. Le autorità giudiziarie stanno procedendo agli accertamenti sul materiale sequestrato e sulle responsabilità della donna deferita.