Prove e conferme per la chiusura della trilogia verdiana allo Sferisterio
Si è conclusa il 31 luglio all’Arena Sferisterio la mini-rassegna de Il trovatore, con la terza e ultima recita che ha registrato come variazione principale la riconferma di Martina Gresia nel ruolo di Leonora. Gresia, già salita sul palco il 25 luglio in sostituzione di Marta Torbidoni, ha riproposto una prova che ha evidenziato soprattutto caratteristiche di vocalità ampie e una solida capacità di proiezione necessarie per confrontarsi con lo spazio aperto e l’acustica dell’arena.
La critica locale, richiamando la recensione della prima del 19 luglio a firma di Domenico Ciccone, sottolinea come la voce della soprano si apra con consistenza e mantenenga una presenza lungo tutta la tessitura del ruolo: il timbro e l’emissione sono stati valutati positivamente. Restano invece aperte osservazioni sui passaggi di agilità, che in alcuni momenti non hanno raggiunto la nitidezza richiesta dalla scrittura verdiana.
- Data recita finale: 31 luglio
- Leonora: Martina Gresia (sostituta già il 25 luglio)
- Altri interpreti di rilievo: Haiyang Guo (Manrico), Vito Priante (Conte di Luna)
Di particolare interesse è stato anche il debutto non da comprimario del tenore Haiyang Guo, chiamato a sostenere il ruolo di Manrico. La sua prova è stata giudicata coraggiosa: la celebre romanza della «Pira» è stata affrontata con una vocalità generosa e con l’esecuzione del tradizionale Do acuto, eseguito con sicurezza. Va inoltre segnalato il fatto che Guo ha preparato il ruolo in tempi ristretti: la fonte riferisce che, in conseguenza del forfait di Pretti a tutte le date, ha allestito la parte in circa 20 giorni.
| Elemento | Dato |
|---|---|
| Luogo | Arena Sferisterio, Macerata |
| Date citate | 19 luglio (prima), 25 luglio, 31 luglio (terza recita) |
| Ruoli principali menzionati | Leonora, Manrico, Conte di Luna |
Il baricentro della serata si è così spostato sull’interpretazione vocale e sulla capacità dei singoli di adeguarsi alle esigenze sceniche di uno spazio come lo Sferisterio, dove la proiezione e la solidità del suono giocano un ruolo fondamentale. Anche il Conte di Luna, interpretato da Vito Priante, è stato osservato per una scelta interpretativa meno incline al virtuosismo esibito e più orientata alla morbidezza del canto, scelta che contribuisce a differenziare la lettura del personaggio.
Per il pubblico maceratese la serata del 31 luglio ha rappresentato sia un momento di chiusura della proposta verdiana estiva sia una conferma delle possibilità che l’arena offre come palcoscenico per prove vocali impegnative. Le valutazioni critiche raccolte insistono sull’equilibrio tra risultati complessivamente positivi e aspetti tecnici migliorabili, in particolare nei passaggi più acuti e nelle agilità, ma rimarcano la presenza di interpreti con mezzi vocali importanti e prospettive di crescita.
Resta l’interesse del territorio verso eventi di questo livello, che portano a Macerata non solo produzioni nazionali e internazionali ma anche interpreti emergenti che, nelle condizioni peculiari dello Sferisterio, possono mostrare qualità e limiti con grande evidenza. Per gli appassionati di opera la chiusura della trilogia si presta quindi a una lettura complessiva che coniuga apprezzamento per le conferme offerte e attenzione alle criticità da riscontrare in vista delle prossime stagioni.