Un’alleanza territoriale per i giovani fuori da studio e lavoro
Nel cuore di Lodi, nella sede della Fondazione Comunitaria della Provincia di Lodi, è stato presentato «Beat of the Neet», un progetto da circa mezzo milione di euro che mette in rete 18 realtà del territorio per raggiungere, ascoltare e accompagnare i ragazzi tra 15 e 29 anni che oggi non studiano e non lavorano. Il coordinamento è affidato alla cooperativa sociale Famiglia Nuova, che guida un ampio partenariato locale con il sostegno di Regione Lombardia, Fondazione Cariplo e Intesa Sanpaolo.
L’iniziativa ha una durata di 28 mesi: è partita il 31 maggio e si concluderà il 30 settembre 2028. Secondo le ultime statistiche, nel Lodigiano i Neet — giovani non impegnati in percorsi formativi o lavorativi — sono 4.773, poco meno del 14% della fascia d’età considerata. L’obiettivo dichiarato è agganciare circa 200 ragazzi, pari a una quota che si colloca tra il 10 e il 12% della platea stimata; almeno il 60% dei giovani contattati verrà preso in carico per un percorso di riattivazione.
«Famiglia Nuova da almeno vent’anni realizza interventi di prossimità, avvicinando ragazzi usciti dai percorsi scolastici e spesso non noti alla rete educativa. I Neet sono la punta dell’iceberg di un fenomeno che richiede risposte e interventi di prevenzione sempre più efficaci»
Con queste parole la presidente Elisa Locatelli ha sintetizzato la sfida locale legata all’abbandono scolastico e alla difficoltà di ingresso nel lavoro, evidenziando l’urgenza di azioni coordinate e continuative.
Intercettare, orientare, formare: come funziona il progetto
Il percorso prevede due macro-fasi. Come illustrato dalla project manager Claudia Tenca, da un lato c’è il lavoro di aggancio dei giovani più fragili, dall’altro l’attivazione di laboratori gratuiti e occasioni concrete di avvicinamento al lavoro. L’intercettazione avverrà anche attraverso educativa di strada nei luoghi informali di ritrovo, dai bar ai parchi, dalla stazione ai punti Snai, con il supporto psicologico del Consultorio La Famiglia per i casi che richiedono un accompagnamento dedicato.
La seconda fase mira alla riattivazione con moduli pratici e orientamento, includendo:
- laboratori e corsi in ambiti come digitale, informatica, sociale, beauty, cucina, logistica e vendite;
- accompagnamento alla scrittura del curriculum e simulazioni di colloqui;
- attivazione di tirocini per consolidare le competenze sul campo.
La metodologia punta a combinare prossimità e formazione mirata, cercando di ridurre le barriere che spesso tengono lontani i ragazzi dai servizi tradizionali. Il coinvolgimento di più soggetti territoriali — dal mondo sociale a quello economico — è pensato per facilitare il passaggio dall’orientamento a esperienze reali in contesto lavorativo.
Impatto atteso nel Lodigiano
Per la provincia di Lodi, dove la quota di giovani fuori da percorsi formali continua a rappresentare un nodo sensibile, l’arrivo di risorse strutturate e un orizzonte pluriennale offre la possibilità di intervenire con maggiore efficacia. Il target di 200 giovani da raggiungere non esaurisce il bisogno, ma si propone come un punto di partenza per sperimentare pratiche replicabili, consolidare la rete e costruire filiere formative verso i settori che nel territorio esprimono domanda di profili professionali.
Il valore aggiunto, sottolineano i promotori, risiede nel fare rete: dall’educativa di strada alla presa in carico psico-sociale, fino ai tirocini, ogni passaggio è progettato per evitare interruzioni. In un contesto in cui la motivazione può essere altalenante, la continuità rappresenta un fattore decisivo per non disperdere i contatti e accompagnare davvero i ragazzi verso un rientro stabile nello studio o nel lavoro.
Tempi, obiettivi e strumenti in sintesi
| Voce | Dato |
|---|---|
| Durata | 28 mesi |
| Avvio | 31 maggio |
| Chiusura | 30 settembre 2028 |
| Neet stimati nel Lodigiano | 4.773 (~14%) |
| Giovani da agganciare | circa 200 (10–12%) |
| Presa in carico | almeno 60% degli agganciati |
Sul piano operativo, i laboratori coprono competenze di base e tecniche, con attenzione ai settori a bassa soglia d’ingresso e adatti a una ripartenza graduale. L’accompagnamento nella redazione del CV e le simulazioni di colloquio mirano a colmare gap frequenti tra i giovani lontani da tempo dal mondo della scuola e del lavoro.
Cosa significa per famiglie e comunità locali
Per i comuni della provincia, l’iniziativa offre una cornice entro cui intercettare situazioni invisibili e prevenire cronicizzazioni. Per le famiglie, l’apertura di sportelli e attività di prossimità può facilitare un primo contatto meno formale, spesso decisivo per superare diffidenze e timori. Il radicamento nella rete sociale lodigiana punta a rendere più agevole la collaborazione con scuole, associazioni e realtà produttive.
Nei prossimi mesi, i partner del progetto renderanno note le modalità di accesso alle attività e il calendario dei laboratori. Indicazioni saranno diffuse attraverso i canali degli enti coinvolti e gli spazi informali in cui opereranno gli educatori di strada. La scommessa è semplice e ambiziosa: trasformare l’incontro in opportunità, riducendo la distanza tra chi è ai margini e le opportunità che il territorio può offrire.