Arresto a Lecco per violazione del provvedimento restrittivo
I carabinieri del comando provinciale di Lecco hanno arrestato un uomo italiano di circa 40 anni sorpreso nei pressi dell'abitazione della moglie, nonostante fosse gravato da un divieto di avvicinamento già in vigore. A segnalare la presenza dell'uomo è stata un'amica della donna che ha avvertito:
«C’è il tuo ex che si aggira vicino a casa tua».
La coppia è coinvolta in una vicenda giudiziaria fatta di denunce reciproche e, secondo quanto emerso, presunti episodi di maltrattamenti su cui sono in corso accertamenti da parte della Procura. All'interno del nucleo familiare sono presenti quattro figli che risulterebbero convivere con la donna.
Gli accertamenti sul posto hanno portato all'arresto dell'uomo per la violazione del provvedimento emesso dalla magistratura. L'intervento si inserisce nel contesto delle modifiche normative introdotte dai provvedimenti sul cosiddetto codice rosso, che hanno rafforzato l'obbligatorietà di misure cautelari per i reati di violenza domestica e di genere.
- Segnalazione allarmata di un'amica della donna
- Intervento dei carabinieri del comando provinciale di corso Carlo Alberto
- Arresto per violazione del divieto di avvicinamento
In sede di convalida dell'arresto, il pubblico ministero Chiara Stoppioni ha chiesto la custodia cautelare in carcere; il giudice Gian Maria Marletti, dopo l'udienza, ha invece disposto la misura meno afflittiva dell'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e ha disposto l'applicazione del braccialetto elettronico. Il processo per direttissima è stato rinviato a settembre. L'uomo è assistito dall'avvocato Paolo Rivetti.
Secondo quanto riferito durante le fasi procedurali, l'indagato avrebbe dichiarato di non aver intenzioni pericolose, sostenendo di volere recuperare i propri effetti personali nell'abitazione dell'ex coniuge. Sulla ricostruzione e sulle responsabilità ora proseguiranno gli approfondimenti della Procura e gli atti del procedimento penale.
L'episodio richiama l'attenzione sulla gestione dei provvedimenti restrittivi e sulle tutele per le vittime all'interno del territorio provinciale. Le misure applicate dal giudice, tra cui il monitoraggio elettronico, sono pensate per bilanciare esigenze cautelari e garanzie processuali in attesa dell'ulteriore attività istruttoria.