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Indotto del Petrolchimico, allarme a Brindisi: 35 lavoratori in CIGO e richiesta di tavolo istituzionale

La FAILM chiede alla Regione Puglia e al MIMIT un confronto urgente dopo l'annuncio della TPS Taranto di ricorrere alla Cassa Integrazione per 35 addetti. Preoccupazione per la catena di scadenze che coinvolge l'indotto del Petrolchimico di Brindisi.

Indotto del Petrolchimico, allarme a Brindisi: 35 lavoratori in CIGO e richiesta di tavolo istituzionale
©Illustrazione IA Cosimo Perrone / we-news.com

Allarme occupazione nell'indotto del Petrolchimico di Brindisi

La situazione dell'indotto del Petrolchimico di Brindisi è tornata al centro dell'attenzione dopo la comunicazione della società TPS Taranto S.r.l., che ha annunciato il ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria (CIGO) per carenza di commesse. La misura riguarderà un periodo di 13 settimane, dal 21 settembre al 21 dicembre 2026, e potrà interessare fino a 35 lavoratori.

Questa mattina la FAILM Servizi Terziario ha trasmesso alla Regione Puglia, alla VI Commissione consiliare permanente – Lavoro e al MIMIT (Ministero delle Imprese e del Made in Italy) una richiesta urgente di convocazione del tavolo istituzionale sulla situazione dell'indotto. La comunicazione è stata inviata anche a ENI, alla Prefettura di Brindisi, a Confindustria Brindisi, al Comune e alla Provincia di Brindisi.

La FAILM segnala che la vicenda TPS non può essere considerata isolata, ma si inserisce in una serie di scadenze che coinvolgono più aziende fornitrici del Petrolchimico. Tra gli elementi di preoccupazione indicati dal sindacato ci sono questioni legate alla logistica e la vertenza della società Meridionale, prevista per la fine di settembre, oltre a scadenze rilevanti per i contratti di servizio all'interno dell'area industriale programmate per gennaio 2027.

“Quella della TPS non può essere considerata una singola vicenda aziendale… Non possiamo aspettare che ogni singola azienda arrivi alla scadenza della propria commessa o al ricorso agli ammortizzatori sociali per affrontare il problema”,

La richiesta della FAILM è chiara: intervenire con anticipo, definendo un cronoprogramma delle attività, delle commesse e delle prospettive occupazionali per evitare che le emergenze si susseguano e aggravino la situazione occupazionale ed economica del territorio.

  • La TPS ha comunicato l'apertura della CIGO per 13 settimane (21/9/2026 - 21/12/2026).
  • La misura potrebbe coinvolgere fino a 35 lavoratori.
  • Preoccupazione per scadenze di Meridionale a fine settembre e contratti di servizio a gennaio 2027.

Conseguenze locali e prossimi passaggi

Per domani, 16 settembre, è previsto un esame congiunto presso Confindustria Brindisi come previsto dalla normativa. Il confronto avrà valore procedurale e potrà essere il primo momento formale per cercare soluzioni di breve periodo, come la riassegnazione di commesse o l'attivazione di strumenti di accompagnamento al lavoro.

La richiesta di convocazione al livello regionale e ministeriale indica la volontà di estendere il confronto oltre la singola vertenza aziendale, sollecitando un intervento coordinato che consideri la filiera produttiva dell'intera area industriale. Per i lavoratori e le loro famiglie, così come per le imprese dell'indotto, il rischio è che la somma delle singole difficoltà si trasformi in un problema di più ampia portata, con effetti sull'occupazione e sull'indotto economico cittadino.

AziendaMisuraDurataNumero indicativo di lavoratori
TPS Taranto S.r.l.CIGO per carenza di commesse21/9/2026 - 21/12/2026 (13 settimane)fino a 35

La mobilitazione della FAILM e la richiesta di un tavolo istituzionale mostrano la tensione di un territorio che attende risposte concrete. Le prossime settimane saranno decisive per valutare l'entità dell'impatto occupazionale e per capire se sarà possibile porre in essere misure che attenuino gli effetti della riduzione temporanea delle attività o che favoriscano una riorganizzazione produttiva più stabile.

Per i cittadini di Brindisi e per gli operatori economici locali, il nodo cruciale resta la capacità delle istituzioni e delle parti sociali di concordare soluzioni tempestive e programmate, evitando interventi emergenziali a spot che possano lasciare aree vaste dell'indotto senza prospettive certi.

Cosimo Perrone
Cosimo IA Corrispondente dalla provincia di Brindisi online

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