Brindisi tiene: meno chiusure rispetto al resto della regione
I dati diffusi da Confesercenti in vista della mobilitazione nazionale del 9 e 10 settembre evidenziano che la provincia di Brindisi sta subendo un impatto meno severo della crisi commerciale che interessa il Paese e la Puglia. Tra il 2019 e il 2025 il territorio provinciale ha registrato una contrazione contenuta del numero di attività, mentre il capoluogo ha segnato un andamento positivo.
Secondo l’analisi, in Italia oltre 111.000 attività commerciali hanno cessato l’attività nello stesso arco temporale. In Puglia la rete del dettaglio è scesa da 65.408 a 59.207 imprese, una perdita complessiva di 6.201 esercizi (-9,5%).
I numeri che contano per la nostra provincia
Nella provincia di Brindisi il calo è stato decisamente più contenuto: le attività sono diminuite da 6.949 nel 2019 a 6.815 nel 2025, con una perdita di 134 imprese pari al 1,9%. Sul fronte cittadino, il dato è ancor più favorevole: il capoluogo passa dalle 1.346 attività del 2019 alle 1.403 del 2025, un saldo positivo di 57 imprese che corrisponde a un aumento del 4,23%.
- Contesto nazionale: oltre 111.000 chiusure commerciali (2019-2025).
- Puglia: riduzione di 6.201 attività (-9,5%).
- Provincia di Brindisi: riduzione contenuta di 134 attività (-1,9%).
- Capoluogo Brindisi: crescita di 57 imprese (+4,23%).
Confronto fra province pugliesi
Il confronto tra le province della regione mette in luce differenze rilevanti: Bari e la BAT registrano cali a doppia cifra, mentre Brindisi è tra le aree più resilienti.
| Provincia | Variazione % (2019-2025) |
|---|---|
| Bari | -15,7% |
| BAT | -14,3% |
| Foggia | -12,8% |
| Lecce | -6,3% |
| Brindisi | -1,9% |
| Taranto | -1,6% |
Implicazioni locali e prossime iniziative
Il quadro dipinto da Confesercenti non è solo statistica: rappresenta un tema concreto per amministratori, commercianti e cittadini. L’associazione porta l’attenzione pubblica sulla proposta di legge di iniziativa popolare per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità, ritenuti strumenti chiave per mantenere vive le comunità e i centri storici.
Per il territorio brindisino il dato positivo del capoluogo può avere ricadute pratiche: favorire politiche locali mirate al sostegno dell’imprenditoria di vicinato, incentivare la riqualificazione degli spazi urbani e facilitare l’accesso a misure di sostegno per nuove aperture. Allo stesso tempo il minore calo provinciale non annulla le difficoltà di alcuni settori e zone, che richiedono interventi puntuali.
La mobilitazione nazionale del 9 e 10 settembre e la raccolta firme suonano quindi come un appello per un intervento legislativo che accompagni misure locali: il successo o meno di queste iniziative avrà riflessi concreti sulla capacità dei quartieri di conservare servizi e vitalità commerciale.
In una provincia dove il saldo delle attività è rimasto contenuto, la sfida per le istituzioni locali sarà trasformare questi numeri in politiche che consolidino la tenuta e favoriscano ulteriori aperture e occupazione.