Blitz della Dda sul sistema degli appalti
La Direzione distrettuale antimafia di Messina, coordinando le indagini dei carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando provinciale, ha portato alla luce quella che gli inquirenti definiscono una «organizzazione aziendale ombra» dedita alla gestione di appalti pubblici di rilievo tra Sicilia e Calabria. L'operazione segue accertamenti avviati a partire da una denuncia del 2021 e si è sviluppata attraverso interrogatori e attività investigative che hanno coinvolto complessivamente 20 indagati.
«organizzazione aziendale ombra»
Al termine degli interrogatori preventivi riguardanti 16 degli indagati, il provvedimento cautelare emesso dalla Dda ha disposto:
- 6 misure di arresti domiciliari nei confronti di persone ritenute promotrici e gestori di fatto del gruppo;
- 6 provvedimenti di divieto temporaneo di contrarre con la pubblica amministrazione a carico di imprenditori considerati concorrenti esterni del medesimo gruppo.
Le contestazioni riguardano, allo stato, il reato di associazione per delinquere finalizzata alla gestione dell'esecuzione di una serie di appalti pubblici aggiudicati a vari enti. Tra gli enti citati nelle attività investigative figurano il Consorzio Autostrade Siciliane (CAS), la Sezione di Trapani dell'Ufficio regionale del Genio civile, il Comune di Brolo e la Città metropolitana di Reggio Calabria.
Secondo l'accusa, le imprese formalmente affidatarie dei lavori avrebbero subappaltato, in modo illecito, l'esecuzione di opere o parti di esse a una struttura esterna che ne esercitava di fatto il controllo. Il gruppo avrebbe curato anche il reclutamento della manodopera e dei mezzi, mantenendo la direzione delle attività appaltate.
Le indagini documentano, inoltre, l'utilizzo di complessi meccanismi di noleggio delle attrezzature e di false fatturazioni per drenare risorse pubbliche, nonché ipotesi di reato collegate quali intestazione fittizia di imprese, subappalto illecito, frode nelle pubbliche forniture e riciclaggio dei proventi illeciti.
Origine dell'inchiesta e ricadute locali
L'attività investigativa prende avvio da una denuncia presentata nel novembre 2021 da un legale rappresentante di un consorzio di imprese presso una Stazione carabinieri della provincia di Messina. Quel primo segnale ha consentito di avviare accertamenti sul campo che, a distanza di anni, hanno portato alle attuali misure cautelari.
Per i cittadini e per gli operatori economici della provincia le conseguenze possono essere molteplici: oltre all'impatto diretto sulle imprese coinvolte e sui cantieri interessati, le misure puntano a impedire che soggetti ritenuti collusi continuino a ottenere nuovi affidamenti da enti pubblici. Il divieto temporaneo di contrarre con la pubblica amministrazione, ad esempio, limita l'accesso a commesse e subappalti per gli imprenditori destinatari del provvedimento.
| Voce | Dato |
|---|---|
| Indagati complessivi | 20 |
| Interrogati al momento | 16 |
| Arresti domiciliari | 6 |
| Divieto di contrarre con la PA | 6 |
Gli accertamenti hanno inoltre evidenziato collegamenti con un soggetto già gravato da una condanna definitiva per concorso esterno nell'associazione mafiosa dei cosiddetti «barcellonesi», circostanza che secondo la Dda conferirebbe un assetto di controllo e direzione alle attività illegali rinvenute.
Prossime fasi procedurali
L'attività investigativa proseguirà con ulteriori escussioni e con il vaglio delle posizioni degli indagati non ancora interrogati. Sul piano amministrativo e politico locale, l'inchiesta potrà spingere gli enti interessati a rivedere le procedure di monitoraggio e controllo degli appalti, mentre per le imprese sane del territorio si profila la necessità di anonimizzare gare e affidamenti da possibili condizionamenti esterni.
La Dda ha coordinato l'operazione che ora dovrà essere ricostruita nei dettagli nel corso degli atti giudiziari. L'esito delle contestazioni e le eventuali ulteriori misure saranno determinanti per comprendere l'ampiezza effettiva della rete contestata e le ricadute sull'economia degli appalti pubblici nella provincia di Messina e oltre.