Operazione antimafia coordinata dalla DDA di Messina
Questa mattina la Direzione Distrettuale Antimafia di Messina ha disposto, delegando le indagini al Nucleo Investigativo del Comando Provinciale dei carabinieri, l'esecuzione di un'ordinanza di misure cautelari emessa dal Gip del Tribunale di Messina. Nel provvedimento risultano complessivamente 12 misure cautelari: 6 arresti domiciliari e 6 divieti temporanei di contrarre con la Pubblica Amministrazione.
L'inchiesta, secondo quanto reso noto dagli investigatori, riguarda un presunto sodalizio accusato di aver orientato la gestione e l'esecuzione di importanti appalti pubblici tra Sicilia e Calabria, attraverso quella che gli inquirenti definiscono una vera e propria «organizzazione aziendale ombra».
Luoghi e persone coinvolte
- Tra gli appalti finiti nel mirino figura la sistemazione idraulica del canale di scolo delle acque meteoriche del torrente Pozzo a Brolo.
- È stato arrestato, tra gli altri, l'imprenditore Franco Scirocco, originario di Gioiosa Marea.
- All'imprenditore Massimo Piscitello, di Sant'Agata di Militello, è stato notificato il divieto di contrarre con la Pubblica Amministrazione.
Secondo il quadro accusatorio contestato dalla DDA, il gruppo avrebbe gestito lavori aggiudicati da diversi enti, in particolare il Consorzio Autostrade Siciliane (CAS), oltre a riferimenti a interventi legati all'Ufficio Regionale del Genio Civile (Sezione di Trapani), al Comune di Brolo e alla Città Metropolitana di Reggio Calabria.
"Il provvedimento, emesso all’esito degli interrogatori preventivi di 16 dei 20 soggetti indagati, prevede la custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di 6 persone, individuate nei promotori e gestori di fatto del sodalizio criminale."
Modi operativi e reati contestati
Gli inquirenti parlano di meccanismi di subappalto illecito e di una rete che avrebbe permesso di affidare a terzi, spesso non in regola, l'esecuzione materiale delle opere, compreso il reclutamento di manodopera e l'impiego di macchinari. L'organizzazione sarebbe ricorsa, sempre secondo l'accusa, a sistemi complessi di noleggio attrezzature e documentazione contabile fittizia per drenare risorse pubbliche.
| Elemento | Dato |
|---|---|
| Misure cautelari | 12 (6 arresti domiciliari, 6 divieti) |
| Indagati complessivi | Almeno 20 soggetti (16 già interrogati) |
| Enti coinvolti | CAS, Genio Civile (Trapani), Comune di Brolo, Città Metropolitana di Reggio Calabria |
Tra i reati al momento contestati, secondo il capo d'accusa citato dalla DDA, figurano l'associazione per delinquere finalizzata alla gestione di appalti pubblici e reati a essa strumentali come il subappalto illecito, la frode nelle pubbliche forniture e l'intestazione fittizia di imprese. Le indagini hanno messo a fuoco, sempre nel quadro accusatorio, flussi finanziari e modalità operative utilizzate per la gestione delle commesse.
Impatto locale e prossime fasi
Per la provincia di Messina l'operazione solleva questioni rilevanti sul controllo delle gare e sull'affidamento di lavori pubblici. I provvedimenti odierni colpiscono figure imprenditoriali con interessi in diversi comuni, tra cui Brolo e centri della fascia tirrenica messinese. Le misure del divieto di contrarre con la P.A. hanno effetti diretti sulla capacità delle imprese coinvolte di partecipare a futuri appalti, con possibili ripercussioni sull'esecuzione di lavori in corso.
Le indagini ora proseguiranno con accertamenti documentali e ulteriori attività tecniche e testimoniali; l'autorità giudiziaria valuterà le evidenze raccolte per eventuali sviluppi processuali. Le amministrazioni interessate dovranno verificare l'impatto sui cantieri e sulle procedure in corso, anche alla luce delle misure cautelari emesse oggi.