Blitz a Messina, domiciliari per il neo deputato
Il neo eletto deputato regionale dell'Udc, Cateno De Luca, è stato raggiunto da un provvedimento cautelare eseguito dai Carabinieri e dalla Guardia di Finanza di Messina ed è stato posto agli arresti domiciliari nella sua abitazione di Fiumedinisi. L'accusa contestata è di avere promosso un meccanismo di evasione fiscale per un importo stimato in circa 1.750.000 euro.
L'arresto del politico messinese giunge a pochissime ore dalla conclusione del rinnovo dell'Assemblea regionale siciliana e rappresenta il primo caso giudiziario di rilievo che coinvolge un esponente appena eletto nel nuovo Parlamento regionale.
Precedenti e contesto locale
Non si tratta del primo episodio che coinvolge De Luca. In passato era stato già al centro di indagini che, nel 2011, lo portarono ad affrontare accuse per abuso d'ufficio e tentata concussione nell'ambito di inchieste su vicende amministrative a livello comunale. Per quelle contestazioni era stato costretto a dimettersi dalla carica di sindaco. Una precedente richiesta della Procura di Messina aveva previsto una pena di 5 anni per fatti relativi ad altri procedimenti.
"Sapevo già che mi avrebbero arrestato, perché già certi ambienti mi avevano avvertito ... State sereni, io non mollo"
Dal domicilio, De Luca ha diffuso un messaggio sui social accompagnato da una fotografia mentre beve un caffè, in cui si difende dalle accuse e annuncia che il procedimento si concluderà come altre vicende passate, con archiviazioni o assoluzioni. Ha inoltre espresso dispiacere per i disagi che la sua vicenda potrà arrecare a sostenitori ed elettori.
Impatto politico e reazioni
L'arresto ha scatenato immediate reazioni politiche a livello regionale e nazionale. Il caso assume particolare rilievo anche perché il nome di De Luca era stato inserito in un elenco di candidati definiti "impresentabili" a causa di indagini pendenti, stilato dal Movimento 5 Stelle. Tra i commenti pubblici figura anche quello della presidente della Commissione nazionale Antimafia, che ha definito l'episodio "un fatto gravissimo" sottolineando tuttavia la ricorrenza di casi simili.
Conseguenze pratiche per la provincia di Messina
Per i cittadini della provincia di Messina l'episodio pone questioni immediate sulla rappresentanza politica: la presenza di un deputato regionale coinvolto in indagini gravi potrebbe avere effetti su rapporti istituzionali locali e sulla capacità di rappresentare interessi territoriali in Aula. Le amministrazioni comunali interessate, in particolare Fiumedinisi e Santa Teresa di Riva dove De Luca ha ricoperto la carica di sindaco, seguiranno con attenzione gli sviluppi dell'iter giudiziario.
- Misura cautelare: arresti domiciliari a Fiumedinisi.
- Accusa principale: promozione di una presunta evasione fiscale per circa 1.750.000 euro.
- Rilevanza politica: il provvedimento arriva a due giorni dal rinnovo dell'Ars e riguarda un neo deputato.
| Voce | Dato |
|---|---|
| Luogo arresto | Fiumedinisi (ME) |
| Forze intervenute | Carabinieri e Guardia di Finanza di Messina |
| Importo contestato | circa 1.750.000 euro |
| Ruolo politico | Neo deputato regionale (Udc); ex sindaco |
| Presidente regionale menzionato | Nello Musumeci (lista sostenuta dalla stessa compagine elettorale) |
Il procedimento giudiziario è ora nelle mani della magistratura di Messina: alle fasi successive dell'inchiesta e all'eventuale intervento dell'Aula regionale si guarderà con attenzione, sia per gli aspetti penali sia per le ripercussioni sull'azione amministrativa e politica nel territorio.
Nei prossimi giorni sono attesi sviluppi procedurali e, se saranno rese note, le motivazioni dettagliate del provvedimento cautelare. I cittadini della provincia seguono con interesse l'evoluzione di una vicenda che intreccia politica locale e azione giudiziaria.