Operazione della Dda a Messina: ordinanze e ipotesi di controllo degli appalti
La Direzione Distrettuale Antimafia di Messina ha dato esecuzione, nella mattinata odierna, a 12 misure cautelari nell'ambito di un'indagine su presunte infiltrazioni criminali in appalti pubblici. Le misure, disposte al termine dell'attività investigativa condotta dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri del Comando provinciale di Messina, comprendono 6 arresti domiciliari e 6 interdizioni temporanee ai sensi del divieto di contrattare con la Pubblica Amministrazione.
Secondo quanto ricostruito dalla Procura antimafia, l'organizzazione avrebbe strutturato una sorta di «società parallela» capace di assumere il controllo operativo di lavori formalmente affidati ad altre imprese: il sistema sarebbe passato attraverso l'uso di imprese compiacenti, subappalti irregolari, fatture fittizie e lavoro non dichiarato.
- 6 persone indagate ritenute promotrici e gestori dell'organizzazione (arresti domiciliari)
- 6 imprenditori destinatari di misura interdittiva, reputati «concorrenti esterni»
- Contestazioni che includono associazione per delinquere, intestazione fittizia di imprese, subappalto illecito, frode nelle pubbliche forniture e riciclaggio
| Tipo di misura | Numero |
|---|---|
| Arresti domiciliari | 6 |
| Interdizioni a contrattare con la PA | 6 |
| Totale provvedimenti | 12 |
Al centro delle indagini figura un imprenditore messinese di 61 anni, già condannato in via definitiva per concorso esterno in associazione mafiosa nella vicenda relativa ai cosiddetti «barcellonesi». Secondo gli inquirenti, questa persona avrebbe svolto un ruolo di regia occulto facendo ricorso a soggetti disponibili a intestare imprese o a intervenire nella gestione operativa dei cantieri.
L'attività investigativa ha avuto origine da una denuncia presentata nel novembre 2021 dal rappresentante legale di un consorzio impegnato in lavori per il risanamento costiero e la difesa dall'erosione: nella segnalazione si evidenziava la presenza, nel cantiere, dell'imprenditore poi individuato come principale indagato. Gli accertamenti si sono sviluppati attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali, indagini economico-finanziarie e verifiche fiscali.
Impatto per la provincia e possibili sviluppi
Le misure odierne evidenziano come, secondo la Procura, l'organizzazione fosse in grado di condizionare l'esecuzione di appalti pubblici rilevanti. Per i cantieri sotto indagine e per l'affidamento di lavori pubblici nella provincia di Messina e nelle aree limitrofe, le conseguenze possono essere immediate: blocchi temporanei, verifiche amministrative più stringenti e possibili ripercussioni sui tempi e sui costi delle opere coinvolte.
Le interdizioni nei confronti di imprenditori ritenuti «concorrenti esterni» hanno poi lo scopo di evitare che soggetti coinvolti in condotte illecite continuino a partecipare alle procedure pubbliche. Sul fronte giudiziario la vicenda proseguirà con eventuali sviluppi delle indagini e con gli atti processuali che seguiranno alle misure cautelari.
Per la cittadinanza resta fondamentale la trasparenza nella gestione delle commesse e il controllo sui cantieri che interessano il territorio, sia per la tutela delle risorse pubbliche sia per la sicurezza dei lavori e degli operatori coinvolti.