Appello per un confronto pubblico sull'organico del porto
La Compagnia Unica Lavoratori Merci Varie (Culmv) ha lanciato da Genova un appello per la convocazione immediata di un tavolo che coinvolga l'Autorità di sistema portuale, i terminalisti, Confindustria e la stessa Culmv per definire il piano organico porto, lo strumento triennale previsto dalla legge per quantificare i fabbisogni di manodopera e orientare politiche di formazione, riconversione e ricollocazione.
Perché la richiesta interessa Genova
Il porto di Genova, primo gateway italiano, convoglia attività che impattano direttamente sull'economia e sull'occupazione locale. Secondo il console della Culmv, Antonio Benvenuti, è quanto mai necessario stabilire «quanta gente serve» per affrontare i prossimi anni di carichi e innovazioni tecnologiche. La richiesta arriva al termine dell'inaugurazione della mostra "Camalli 1946-2026: la nostra storia", evento che ha fornito il contesto per rilanciare questioni operative e organizzative del lavoro portuale.
«Un tavolo dove si può finalmente discutere assieme come migliorare l’organico porto, quanta gente serve, che formazione bisogna fare»
Benvenuti ha anche sollecitato direttamente il presidente dell'Adsp del Mar ligure Occidentale, Matteo Paroli, affinché promuova il confronto. La Culmv, che conta 1.070 dipendenti diretti e si presenta come la più estesa realtà tra le compagnie portuali italiane, sostiene che spesso manca un coordinamento complessivo in grado di fornire un quadro puntuale dei bisogni occupazionali e formativi.
Il ruolo del piano organico porto
Il piano organico porto è concepito come strumento programmatico triennale applicabile a tutte le Autorità di sistema portuale: serve a individuare fabbisogni di personale e a costituire la base per interventi formativi e di ricollocazione. Secondo la Culmv, non sempre questi piani vengono predisposti o condivisi con tutte le componenti interessate, creando lacune nel governo delle risorse umane dello scalo.
- Richiesta di convocazione urgente del tavolo con Adsp, terminalisti, Confindustria e Culmv
- Obiettivo: definire fabbisogni, formazione e riconversione per i prossimi anni
- La Culmv è la più grande compagnia portuale italiana con 1.070 dipendenti diretti
Conseguenze pratiche per i lavoratori e per lo scalo
Un piano organico condiviso potrebbe incidere su turnazioni, piani di assunzione e percorsi di formazione professionale per rispondere alle trasformazioni del lavoro portuale, tra cui picchi di attività e processi di innovazione. La mancata adozione o la frammentazione del confronto rischiano invece di lasciare scoperti ambiti cruciali per la continuità operativa e per la tutela dei livelli occupazionali.
Alle istanze della Culmv si accompagna la necessità di un coordinamento istituzionale che traduca i dati relativi alla domanda di lavoro in misure concrete, in grado di conciliare esigenze produttive e diritti dei lavoratori. La richiesta di Benvenuti apre ora la partita politica e tecnica su chi debba guidare e partecipare a questo confronto a Genova.
| Voce | Dato |
|---|---|
| Dipendenti diretti Culmv | 1.070 |